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Raccolta differenziata: Chieti è tra le più virtuose d'Italia

Nel 2016 la città ha superato quota 65% di raccolta differenziata. Inoltre, i teatini sono primi in Abruzzo nella gestione dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche, con una media pro capite di 4 chilogrammi l’anno rispetto alla media regionale che è di circa 3,5

Ottimo risultato, per la città di Chieti, sul fronte della raccolta differenziata, in cui si posiziona tra le migliori in Italia. Negli ultimi sette anni, sono stati significativi i traguardi ottenuti nella gestione del ciclo dei rifiuti e nelle politiche ambientali, tanto che la città ha ricevuto la certificazione Emas, il massimo riconoscimento ottenibili in Europa. 

Dal 23% del 2010, nel 2016 Chieti ha superato quota 65% di raccolta differenziata. Inoltre, i teatini sono primi in Abruzzo nella gestione dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche, con una media pro capite di 4 chilogrammi l’anno rispetto alla media regionale che è di circa 3,5. Tra l’altro, Chieti è tra i 30 capoluoghi di provincia ad aver aderito all’innovativo sistema di gestione Smartness in waste management di Ancitel che ha esportato questo modello a Singapore. 

Dati che si evincono dal VII rapporto annuale sulla raccolta differenziata negli ottomila Comuni italiani, a cui il sindaco Umberto Di Primio ha partecipato in qualità di vice presidente Anci. 

In Italia alla raccolta differenziata dà un notevole contributo l'accordo Anci-Conai, basato su convenzioni per la raccolta e l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio che ha interessato, nel 2016, il 97,7% dei Comuni italiani (7.813) e il 99,5% della popolazione (60.314.369), con un aumento, in quest’ultimo caso, del 2% rispetto al 2015; inoltre, il 51% dei Comuni italiani ha almeno cinque convenzioni. 

Il rapporto evidenzia, inoltre, che i Comuni stipulano soprattutto convenzioni per il riciclo della plastica (consorzio Corepla) e del vetro (consorzio CoReVe), con rispettivamente il 99% e 91% della popolazione nazionale coinvolta; minore è la diffusione territoriale delle convenzioni per il recupero di alluminio (consorzio CiAl) e legno (consorzio Rilegno), che interessano circa il 64-65% della popolazione.

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