Riparte la manutenzione del verde pubblico, Coldiretti: "Importante per il benessere dei cittadini"

L'associazione di rappresentanza degli agricoltori abruzzesi ha accolto con favore il nuovo decreto del Governo che permette di svolgere attività di manutenzione di aree pubbliche e private

Si rimette in moto anche in Abruzzo la filiera della cura e manutenzione del verde nelle città per scongiurare i gravi pericoli determinati dalla caduta di alberi e rami favorita dall’incuria e dal moltiplicarsi di eventi climatici estremi. A mostrare apprezzamento è la Coldiretti Abruzzo che haccolto con favore il Decreto del presidente del Consiglio che permette di far ripartire le attività di manutenzione di aree pubbliche e private compresi orti, vigneti e ortofrutticoli in genere.

“ In Abruzzo - sottolinea la Coldiretti - la disponibilità di verde urbano per abitante è variabile. Pensando semplicemente ai capoluoghi di provincia si va dai 6,7 metri quadrati per abitante della città di Chieti (su una superficie di verde urbano pari a 345.600 mq) ai 38,3 mq di Pescara (su 4.622.643 mq) passando per i 18 mq per abitante di Teramo (su 987.500 mq) fino ai 29,6mq di L’Aquila (2.059.087 mq)".

Alla luce delle condizioni climatiche "sempre più incerte e imprevedibili è oggi particolarmente importante – si legge nella nota di Coldiretti Abruzzo - provvedere ad una maggiore manutenzione ed attenzione al verde che è uno dei parametri che vengono utilizzati per valutare la vivibilità di un territorio e l’attenzione di una amministrazione per il benessere dei propri abitanti. Altro aspetto importante è la necessaria difesa delle piante dall’aggressività di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo che vanno affrontati adeguatamente per garantire la bellezza dei centri urbani ma anche la loro sicurezza.  Già da settimane peraltro sono ormai entrate nel vivo le fioriture e, con il periodo, dilaga anche il rischio di allergie da polline e più avanti anche delle 'temute' graminacee di cui, secondo le autorità sanitarie, soffre circa un quarto della popolazione. Si tratta dunque  di lavori non derogabili che vanno affidati a professionisti del settore nel rispetto di tutte le precauzioni necessarie a contenere il contagio da Coronavirus".

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