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“Narrare Teate per vivere Chieti”, l'UniTre apre l'anno accademico

Giovedì al museo universitario il dibattito: “Dal sottosuolo al paesaggio urbano contemporaneo”

Narrare Teate per vivere Chieti. La sezione teatina della Università delle Tre Età, quella scolare e quelle universitaria e post-universitaria, sceglie la Storia quale “ouverture” per l’entrante anno accademico. La conferenza inaugurale, della trentacinquesima stagione di UNITRE [già Università della Terza Età, nata nel novembre 86 da una idea di alcuni docenti delle facoltà di lettere-filosofia e medicina dell’Ateneo Gabriele D’Annunzio], è fissata per giovedì 16 dicembre, ore 16,30, presso l’auditorium del Museo Universitario in piazza Trento e Trieste. A dibattere sui grandi temi dell’archeologia e della tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-monumentale cittadino, Rosanna Tuteri, funzionaria archeologa della Soprintendenza Chieti-Pescara, e Luigi Febo, architetto e presidente del Consiglio Comunale. Il dibattito, che sarà coordinato da chi scrive, si annunzia stimolante vista la palestra naturale, offerta da Chieti, quando si discute di monumentalità e di assetti urbanistico-architettonici da rendere compatibili con la memoria storica di Teate. Peraltro, l’aliquota di attualità, rappresentata dai lavori di riqualificazione di Piazza San Giustino e dei contestuali rinvenimenti archeologici, è a doppia cifra. Dunque, una occasione di prestigio per un costruttivo confronto diremo istituzionale tra gli Enti interessati e per un dialogo con la cittadinanza. Che proprio sugli scavi di Colle Gallo ha dimostrato ampia partecipazione. La “narrazione” della Città antica, si articolerà, come recita il sottotitolo del convegno, “dal sottosuolo al panorama urbano contemporaneo”, un filo conduttore propositivo per conciliare origini e sviluppo sostenibile. “La nostra intenzione”, spiega il presidente di UNITRE, Marco Fraticelli, in ordine alle finalità dell’iniziativa, “è sgombrare il campo da ogni possibile speculazione su San Giustino, ci sono stati attriti, ci auguriamo sorti da equivoci, che hanno rischiato di creare barriere tra istituzioni e cittadini, riteniamo infatti che la linea più costruttiva del confronto debba snodarsi sull’assioma ‘non tralasciare [ma] non farsi influenzare’, quindi c’è da augurarsi che dal dibattito esca un quadro non preclusivo nei riguardi dei programmi di riqualificazione urbana, programmi che tuttavia vanno illustrati bene nella sostanza e nelle tempistiche, è il momento di snocciolare progetti e tempi di realizzazione”. Oltre Colle Gallo col suo patrimonio archeologico [a breve entrerà nel vivo la fase finale dei saggi di archeologia preventiva, ndc], l’attenzione degli organizzatori è veicolata anche per Caserma Bucciante dell’ex Ospedale Militare [già Convento Sant’Andrea], Caserma Pierantoni, Caserma Berardi. Tutte “ex”, tutte destinate a riconversione in un mixer di vocazione culturale ed amministrativa.

Ed alle porte bussa, ancora una volta, quel “turismo culturale” cavallo di battaglia, mai però fino in fondo spronato, di tutte le amministrazioni civiche, dagli anni 60 ad oggi. “E’ importante per la città contemporanea”, dice Rosanna Tuteri, “conferire un preciso significato alle tracce del suo passato in un contesto urbano moderno, ciò che è stato serve a comprendere il presente ed a programmare il futuro, se non lo facciamo a Chieti, esempio di vivibilità dove possono utilmente curarsi anche i dettagli, dove potremmo farlo? Il paragone con Roma”, continua la dottoressa Tuteri, “viene spontaneo laddove nella Capitale, in relazione alla fruizione del bene artistico-archeologico, ci sono altri problemi d’approccio e di gestione date la ampliezza e la complessità del palcoscenico artistico-archeologico, Chieti ha invece la compattezza di una cittadina del suo tempo con punte di iceberg, direi isole della memoria che spuntano dea sottosuolo, che possono meglio favorire una programmazione di qualità del bene culturale e dunque di una progettualità nella quale la popolazione è consapevole e partecipe secondo obiettivi ed equilibri spazio-temporali”. La domanda è d’obbligo: ci sono i margini, come nell’auspicio della intera cittadinanza, per investire ancora ed in maniera più efficace nel comparto cultura? “Ho il vantaggio, se così possiamo definirlo”, conclude Rosanna Tuteri che intanto annunzia il punto della situazione sui programmi della Soprintendenza sulle “3 T” [Teatro, Terme e Tempietti romani], “di non essere di Chieti pur sentendomi profondamente teatina e dunque integrata nel tessuto sociale della Città, ciò mi rende terza e di conseguenza non condizionabile da taluni processi emotivi, per questo affermo con convinzione che Chieti ha ampi margini di sviluppo nel comparto Cultura ma bisogna agire in maniera unitaria, ecco, in questi anni sono forse mancate scelte coordinate e di largo respiro che tengano conto di un disegno unico su Teate e, pertanto, del suo sviluppo armonico e compatibile”.

“Lo sviluppo della Città attorno alle sue eccellenze”, interviene al riguardo Luigi Febo, presidente del Consiglio Comunale che illustrerà i punti cardine dell’azione di governo cittadino, “è nelle priorità dell’amministrazione, ovviamente sono necessari i giusti tempi e le dovute risorse”. L’architetto Febo, anche nel suo ruolo istituzionale, si dichiara favorevole “ad un impulso trasversale di tutte le forze politiche rappresentate nell’assise civica”. Per partecipare al Convegno “Narrare Teate per Vivere Chieti” è necessario prenotarsi, indicando anche il numero di telefonia mobile, su unitre.chieti@libero.it.

Obbligo di green pass e mascherina.

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