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Finanziato dal ministero un progetto della d'Annunzio sull'intelligenza artificiale

Si chiama A.I.A.CO. (Artificial Intelligence for contract law Against Covid-19) e prevede un algoritmo per la rinegoziazione dei contratti commerciali

Il progetto A.I.A.CO. (Artificial Intelligence for contract law Against Covid-19) dell’università degli studi Gabriele d’Annunzio è tra quelli selezionati dal ministero dell'Istruzione e finanziati nell’ambito del Firs 2020 e volti a sostenere interventi di particolare rilevanza strategica alla luce delle nuove sfide poste dalla pandemia da Covid-19.

Il progetto della d’Annunzio, selezionato, insieme ad altri, tra gli oltre 2.500 pervenuti al ministero da atenei e istituti di ricerca di tutta Italia, è stato elaborato e presentato dal professor Marco Angelone, ordinario di Diritto privato nel dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali dell'ateneo, in collaborazione con i professori Maurizio Parton (dipartimento di Economia) e Alessandro Serpe (dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali).

II progetto “A.I.A.CO” si propone di sperimentare un sistema di “algoritmi equitativi” per favorire la rinegoziazione dei contratti commerciali e, quindi, la loro conservazione a condizioni differenti. Molte attività produttive infatti, specie nel comparto alberghiero e della ristorazione, hanno subito un forte stress a causa delle misure di contenimento introdotte dal Governo che hanno finito per alterare gli equilibri contrattuali: si pensi al settore delle locazioni commerciali e agli imprenditori che - costretti a chiusure forzate o a subire forti contrazioni dei flussi di cassa necessari per adempiere alle obbligazioni assunte - hanno inondato i tribunali di richieste di riduzione dei canoni ovvero, sono stati a loro volta citati in giudizio per il pagamento dei corrispettivi non versati o per sfratto.

"In questo scenario - spiega il professor Angelone - l’intelligenza artificiale può offrire un valido strumento per elaborare aggiustamenti e modifiche alle condizioni economiche idonee a ripristinare la proporzionalità tra le prestazioni, evitando così che eventi straordinari e imprevedibili (come appunto quelli legati all’emergenza sanitaria o altri futuri eventi simili) possano determinare lo scioglimento del contratto o generare contenziosi. Del resto - aggiunge - rinegoziare si rivela spesso il rimedio migliore per i contraenti posto che l’eventuale risoluzione potrebbe comportare, per il conduttore, la cessazione dell’attività d’impresa e la perdita dell’avviamento; per il locatore, la difficoltà di reperire sul mercato altri cui concedere in godimento il proprio bene. Pertanto - conclude il professor Marco Angelone - l’impiego delle nuove tecnologie per lo sviluppo di soluzioni che assicurino rapporti equi costituisce un fattore decisivo per inaugurare, nel segno del solidarismo costituzionale, un diritto più sostenibile e meno conflittuale".

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