Il Covid 19 non ferma la ricerca alla “d’Annunzio”: realizzate nuove tecnologie per la diagnostica medica

Una nuova tecnologia che misura la concentrazione di sangue apre importanti sviluppi diagnostici in diversi ambiti, quali l’ipertensione, l’aterosclerosi, la malattia di Alzheimer e l’ictus

l'Itab

All’università “d’Annunzio” la ricerca scientifica non si ferma. Il laboratorio di “Imaging Infrarosso” - diretto dal professor Arcangelo Merla e con il ricercatore Antonio Maria Chiarelli - presso l’Istituto di Tecnologie Avanzate Biomediche (ITAB) e il Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche (DNISC) sono stati fra i partner di un progetto di ricerca triennale denominato “ASTONISH” (Advancing Smart Optical Imaging and Sensing for Health). 

Il progetto, che si è appena concluso, è stato finanziato dalla Comunità europea attraverso il programma ECSEL H2020, ed è stato coordinato da Philips Healthcare NL. L’obiettivo era quello di fornire tecnologie di rilevamento ottico all’avanguardia per applicazioni medicali.

Al suo interno il laboratorio della “d’Annunzio”, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, l’Istituto per la Microelettronica e i Microsistemi del CNR, e il settore Ricerca e Sviluppo della STMicroelectronics, ha realizzato e validato diversi dimostratori innovativi basati sulla “Spettroscopia nel Vicino Infrarosso” al fine di monitorare lo stato cardiovascolare e l’emodinamica cerebrale. Una nuova tecnologia che misura la concentrazione di sangue nei tessuti periferici o nel cervello con sensori posti sulla cute o sullo scalpo, aprendo così importanti sviluppi diagnostici in diversi ambiti, quali l’ipertensione, l’aterosclerosi, la malattia di Alzheimer e l’ictus. 

Durante i tre anni di progetto, sono stati realizzati una decina di prototipi, sono state registrate quindici pubblicazioni internazionali ed è stata depositata una domanda di brevetto. Lo studio è stato illustrato nei giorni scorsi anche da Il Sole 24 Ore, nella sua rivista “Platinum”.

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“La menzione de Il Sole 24Ore -sottolinea oggi il prof. Arcangelo Merla, responsabile per lo studio ASTONISH e delegato del Rettore per la Terza Missione di Ateneo- rappresenta una ulteriore attestazione della importanza della ricerca applicata e del conseguente trasferimento tecnologico realizzati in collaborazione tra istituzioni di ricerca e grandi gruppi industriali. Queste collaborazioni sono oggi essenziali per gli atenei e rappresentano significative opportunità che la “d’Annunzio” deve continuare a cercare e promuovere”.

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