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Sabato, 4 Febbraio 2023
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La storia dei campi di concentramento fascisti in Abruzzo: mostra e recital nell'atrio del palazzo della Provincia

Le iniziative promosse dall’associazione Chieti nuova 3 febbraio e dalle scuole superiori di Chieti nell’ambito della XXIII edizione del progetto “Il calendario della Repubblica-Il dovere della memoria”

Una mostra storico-documentaria sui campi di concentramento fascisti in Abruzzo dal 1940 al 1943 e lo spettacolo “Segre. Come il fiume”, a cura del regista Antonio Tucci: sono le due iniziative promosse per il Giorno della Memoria 2023, nell’ambito della XXIII edizione del progetto “ “Il calendario della Repubblica-Il dovere della memoria””, dall’associazione Chieti nuova 3 febbraio assieme all’istituto tecnico “F. Galiani - R. de Sterlich”, l’istituto di istruzione superiore “Luigi di Savoia”, l’istituto professionale “U. Pomilio”, il liceo scientifico “F. Masci” e in collaborazione con le associazioni Unitre-Chieti e “Noi del G. B. Vico”. 

La mostra "I campi di concentramento fascisti in Abruzzo dal 1940 al 1943", a cura di Giuseppe Lorentini, Kiara F. Abad Bruzzo, Gianni Orecchioni, Nicola Palombaro, realizzata con il patrocinio e il contributo del Comune di Casoli, sarà inaugurata mercoledì 18 gennaio, alle ore 17, nel Palazzo della Provincia di Chieti e rimarrà esposta fino al 31 gennaio da lunedì a venerdì, ore 8 - 18. Gli studenti degli istituti partecipanti, dopo un breve Corso di formazione a cura dello storico Costantino Di Sante, fungeranno da guida durante le visite delle Scuole. I quattordici pannelli di cui è costituita la mostra “vogliono avvicinare un pubblico sempre più ampio alla riscoperta dell’internamento civile fascista che per anni è rimasto nell’oblio”, documentando “il sistema concentrazionario italiano durante la Seconda guerra mondiale e, nello specifico, negli anni 1940-1943, evidenziando come l’Abruzzo sia stata la regione prescelta dal regime fascista” per attuarlo, perché, “collocata al centro dell’Italia e lontana dai luoghi di frontiera, difficile da raggiungere perché isolata dalle montagne e dal mare, poco politicizzata e priva di grandi centri urbani” come si legge dalla  presentazione della mostra di Giuseppe Lorentini  e Gianni Orecchioni.

Quindici furono i campi fascisti di concentramento attivi, su un totale di 48, nell’intera penisola e 63 “località di internamento libero, una sorta di domicilio coatto riservato a quei deportati che erano ritenuti meno pericolosi, nelle contingenze belliche”.

Città Sant’Angelo, Casoli, Chieti, Istonio Marina (oggi Vasto), Lama dei Peligni, Lanciano, Tollo, Civitella del Tronto, Corropoli, Isola del Gran Sasso, Nereto, Notaresco, Tortoreto alto, Tortoreto stazione (oggi Alba Adriatica), Tossicìa furono le località individuate per l’internamento.

Nel corso dell’inaugurazione sarà presentato il libro L’ozio coatto. Storia sociale del campo di concentramento fascista di Casoli (1940-1944), (Ombre corte, giugno 2019) di Giuseppe Lorentini, dottorando presso l’università degli Studi del Molise, responsabile e curatore del Centro di documentazione on line www.campocasoli.org: dialogherà con lo storico Costantino Di Sante, uno dei primi studiosi dei campi fascisti in Abruzzo, esperto del sistema concentrazionario; l’attore Icks Borea leggerà alcune lettere degli internati. 

Durante l’incontro, verranno proiettati due brevi video: “L’ex campo di concentramento fascista di Casoli. Un luogo della memoria europeo” (regia di Francesco Di Toro, voce di Icks Borea), in cui in pochi minuti è riassunto il lavoro svolto nel corso di due anni per il recupero dei “luoghi della memoria” dell’ex campo fascista di Casoli e il video reportage di quasi sette minuti, opera del giornalista Francesco Paolucci che racconta questa storia ancora poco conosciuta.

La mostra sui campi di prigionia abruzzesi resterà esposta a Chieti dal 18 al 31 gennaio (dalle ore 8 alle 18, dal lunedì al venerdì).

Lo spettacolo “Segre. Come il fiume”, a cura del regista Antonio Tucci, del Teatro del Krak di Ortona, andrà invece in scena a Chieti il prossimo primo febbraio.
 

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