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Focus su scuola e patti educativi al palazzo del Governo

Un confronto tra le esperienze realizzate dalle scuole “Via Bosio” di Chieti, “Don Milani” di Lanciano, “F. Masci” di Francavilla al mare con Franco Lorenzoni

Lunedì 13 dicembre, alle 17, nell’ambito delle iniziative “Cultura a Palazzo”, in Prefettura si terrà il convegno Scuola in comune: le opportunità dei patti educativi, un confronto tra le esperienze realizzate dalle scuole “Via Bosio” di Chieti, “Don Milani” di Lanciano, “F. Masci” di Francavilla al mare. Ci sarà Franco Lorenzoni, maestro scrittore, che si occupa a livello nazionale di questo strumento operativo introdotto dal Ministero della Pubblica Istruzione, nel Piano Scuola 2020/2021, a seguito della pandemia Covid19, per favorire un’alleanza educativa civile e sociale tra scuola e comunità educante e aprire la scuola al territorio. 

Le scuole aderenti ai Patti hanno presentato dei progetti didattici legati a specificità ed opportunità territoriali, che sono stati valutati dall’Ufficio Scolastico Regionale e quelli ritenuti validi sono stati finanziati. Il convegno al palazzo del Governo di Chieti aanalizzerà i percorsi didattici, le modalità di realizzazione ed i risultati ottenuti da queste scuole, affinché possano diventare stimolo e strumento per una maggiore e migliore diffusione di Patti di Comunità , attraverso momenti di co-progettazione e co-gestione dei soggetti coinvolti sotto la supervisione e la regia delle scuole.

A Chieti, ad esempio, il progetto “Micromega” realizzato dalla scuola Via Bosio ha visto coinvolti il Comune, il Wwf, il club per l’Unesco, le associazioni “Da Grande Voglio Crescere”, “Mnemosyne”, Oltremuseo” prevedeva la conoscenza e l’intervento sul territorio nei suoi vari aspetti: il verde cittadino; l’alimentazione: cultura e benessere; la città di Chieti e la sua storia.

Interverranno al convegno il prefetto, il sindaco Ferrara, gli assessori alla Pubblica istruzione, i dirigenti scolastici, i rappresentanti deII’Ufficio Scolastico Regionale, investiti da una maggiore responsabilità educativa. “Due anni di pandemia – sottolineano gli organizzatori -, hanno messo in risalto l’importanza costituzionale della scuola come luogo non solo centrale nella funzione di costruzione di competenze ed apprendimenti, ma soprattutto come spazio privilegiato per la costruzione di capacità necessarie all’esercizio consapevole dei propri diritti e doveri di cittadini. Il Covid19, la chiusura delle scuole, la Dad, hanno sottolineato ed allargato le disuguaglianze educative, dovute a fattori economici, culturali, sociali e di contesto, una complessità che la scuola, pur nella sua centralità, da sola non riesce ad affrontare, per questo ha bisogno di una comunità educante con cui Iavorare in modo coordinato e condiviso. In tal modo i Patti Educativi sostengono la rigenerazione culturale della scuola e del territorio”.
 

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