Scuola

Le nuove tecnologie spiegate agli studenti del Savoia di Chieti

Un progetto con diregiovani.it per educare a un uso consapevole della rete. Un'iniziativa fortemente voluta dalla dirigente scolastica Anna Maria Giusti

L'i’istituto ‘Savoia’ di Chieti lancia un progetto di formazione ed educazione ad un uso consapevole del digitale, sviluppato  con l’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it. Un'iniziativa fortemente voluta dalla dirigente scolastica Anna Maria Giusti, impegnata da sempre nel coinvolgere i propri studenti su questi temi.

Attraverso l’attivazione di laboratori teorici e pratici, i formati della Dire hanno introdotti gli studenti ai temi dell’accesso alla rete, dei rischi del web ma anche delle numerose opportunità legate ai nuovi dispositivi. Gli studenti, infatti, dopo gli incontri sull’educazione alla cittadinanza digitale, entreranno nel vivo del progetto con i laboratori di mobile journalism e informazione multimediale.

“I nostri alunni utilizzano la rete con grande disinvoltura, talvolta non consapevoli fino in fondo delle problematiche che la rete può loro provocare– ha commentato alla Dire Patrizia De Nicola, docente dell’istituto ‘Savoia’ di Chieti- il corso sta avendo un ottimo riscontro da parte dei nostri studenti perché li spinge a riflettere su azioni che loro spesso svolgono con disinvoltura”.

Dopo i primi incontri teorici, nelle prossime settimane gli alunni affronteranno con i formatori della Dire il tema dell’informazione sul web, trasformandosi da fruitori a creatori della notizia. “I ragazzi stanno mostrando una grande sensibilità, curiosità e voglia di capire- ha aggiunto Anna Maria Campana, professoressa del ‘Savoia’- questo è un percorso in fieri che speriamo non si concluda con il progetto, perché è una vera e propria crescita verso la cittadinanza attiva e cittadinanza digitale. La nostra scuola è sempre stata attenta a questi temi, ma ora il discorso si fa veramente urgente”.

La pandemia, infatti, spiegano le docenti, ha portato i giovani a chiudersi all’interno degli schermi luminosi di smarphone e pc. Un’ancora di salvezza per la didattica e la socialità, ma anche un rischio. “Questa situazione da una parte dà la possibilità di imparare a diventare padroni di questi strumenti, ma dall’altra crea il pericolo di delegare tutte le risposte, anche quelle mediche e sanitarie, al settore informatico-tecnologico- aggiunge la professoressa Campana– è un rischio anche per noi adulti, ma per i ragazzi ancora di più. Questa fase deve essere monitorata affinché il virtuale non prevarichi sul reale”.

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