Corsi di inglese con docenti madrelingua al comprensivo De Petra di Casoli

In tutte le classi della primaria e secondaria di Casoli e Altino ci sono laboratori pomeridiani di lingua

Dopo il successo della scuola bilingue di Palombaro, coordinata dalla docente Isa Taraborelli con la preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale, la dirigente scolastica Serafina D’Angelo, su delibere degli organi collegiali, ha attivato anche in tutte le classi delle scuole primarie e secondarie di Casoli e Altino laboratori pomeridiani di lingua inglese con insegnanti madrelingua, in collaborazione con i docenti curriculari di lingua inglese. Un grande successo considerato l’alto numero di alunni partecipanti, positivi i feedback di alunni e genitori in relazione alle competenze e professionalità degli esperti esterni selezionati con bando pubblico.

Quali i vantaggi di un corso gestito da docenti madrelingua?

Il primo vantaggio è di tipo fonetico. Il docente madrelingua ha chiaramente una pronuncia naturale in inglese, che sarà un vero tesoro per coloro che devono imparare la lingua. Spesso una delle difficoltà degli studenti è proprio legata alla pronuncia delle parole. Se l’insegnante che fa lezione non la sa riprodurre altrettanto fedelmente, l’errore si trasmette anche all’alunno. Inoltre, per quanto un insegnante di inglese di nazionalità italiana possa conoscere alla perfezione la pronuncia, sarà sempre meno perfetta di quella di un madrelingua.

Studiando inglese con un madrelingua si assimilano, inoltre, i modi di parlare, la frequenza e la scorrevolezza che sono tipici della propria lingua. Non ci sarà più quella sensazione di "finzione" quando si cerca di interagire in inglese, sforzandosi di trovare le parole giuste o facendo delle pause per organizzare le proprie frasi. Gli studenti si abitueranno in breve tempo a interagire in lingua inglese, come se fosse sempre stata la loro lingua principale.

L’impegno per il prossimo anno scolastico è quello di inserire alcune ore di inglese con insegnanti madrelingua all’interno delle ore curriculari per gli alunni che frequenteranno le future classi prime della scuola primaria, trasferendo il modello delle classi bilingue già sperimentato dalla dirigente con evidente ricaduta positiva negli alunni che avevano concluso il ciclo scolastico.

Una scuola che guarda al futuro e risponde alle richieste dei genitori che cercano un’offerta formativa più aperta alle lingue straniere per i loro figli, fin dalla più giovane età e soprattutto risponde in modo chiaro all’emergenza educativa della scuola italiana rispetto alla scarsa conoscenza delle lingue straniere. In Italia, infatti, solo il 35% dei giovani sostiene di avere un buon livello di inglese; in Svezia e in Germania sono, rispettivamente, il 77% e il 67% coloro che ritengono di avere un buon livello di inglese.


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