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Domenica, 28 Novembre 2021
Scuola Atessa

Bimbi danno la sveglia alle istituzioni: mobilità più sicura per chi ha una disabilità

In occasione della Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale, l'Aci Chieti ha incontrato gli allievi dell'istituto omnicomprensivo "Ciampoli-Spaventa": “La mobilità deve essere un diritto di tutti e non deve costituire un fattore di esclusione sociale”

I bambini di scuola dell'Infanzia di Atessa hanno richiesto vivamente che le istituzioni pubbliche si adoperino per adottare misure volte a consentire un'effettiva accessibilità, dai nuovi sistemi di mobilità alla regolamentazione degli spazi per i parcheggi dedicati alle auto per disabili sulle strade comunali (comprese le aree di pertinenza di attività commerciali), anche con l’ausilio della tecnologia (ad esempio tramite App dedicate).

Lo hanno fatto nell'ambito della "Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale" fissata dalle Nazioni Unite dal 6 al 12 maggio 2019 e promossa da ACI e FIA Road Safety Grant Programme.

Il tema proposto quest’anno dall'Automobile Club d'Italia e ripreso dall'Automobile Club Chieti era appunto l’accessibilità ad una mobilità condivisa e sicura delle persone con disabilità, con il progetto: “It’s up to you (to make a disability-friendly mobility)” che si basa sulla necessità di garantire una mobilità per le persone disabili più sicura e priva di rischi. 

“La mobilità deve essere un diritto di tutti e non deve costituire, in alcuni casi, un fattore di esclusione sociale” ha dichiarato l'avvocato Camillo Tatozzi, presidente dell’Automobile Club provinciale di Chieti, in occasione della conclusione dei corsi di educazione stradale che sono stati tenuti, in settimana, dall'ente in alcuni plessi dell'istituto omnicomprensivo "Ciampoli-Spaventa" di Atessa.

Se da una parte stanno aumentando le persone con disabilità temporanee e/o permanenti, (diversi  i motivi: invecchiamento della popolazione; numero troppo elevato di persone coinvolte  in incidenti stradali; vittime di guerre e conflitti), dall’altra esse incontrano sempre maggiori difficoltà ogni volta che intendono esercitare il proprio diritto alla mobilità, strumento fondamentale per l’esercizio della personalità. 

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