A Roccascalegna "Una nuova primavera", la personale postuma di Sebastiano Antonio De Laurentiis

  • Dove
    Indirizzo non disponibile
    Roccascalegna
  • Quando
    Dal 18/04/2019 al 05/05/2019
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Sarà inaugurata giovedì 18 aprile, alle ore 17.30, lungo il borgo medievale di Roccascalegna, la personale "Una nuova primavera", di Sebastiano Antonio De Laurentiis, che si potrà visitare fino al 5 maggio. 

L'artista, noto a tutti come Capobianco, si è spento lo scorso luglio all'età di 80, dopo aver combattuto per due anni contro un tumore. 

Figlio della sua amata Majella, De Laurentiis nasce a Roccascalegna nel 1938. Esordisce alla Quadriennale di Roma a soli ventuno anni, proiettandosi nel panorama internazionale in un continuo confronto con artisti come Fazzini, Gentilini, Kounellis, Schifano, Pascali, Festa. Diverse le mostre in cui sono state esposte sculture, grafiche e acqueforti risalenti a tale periodo. 

Dal 1996, De Laurentiis torna a casa, alle sue origini, conservando la sua indole ribelle, testimonianza del fatto che nulla è più sovversivo del restare fedeli a quello che si è, soprattutto se ci si riconosce come parte integrante di quella natura che è anima ed essenza di tutte le cose. 

E i luoghi della Madre Majella e della Val di Sangro sono così diventati un museo all’aperto, pieni di opere dell’artista, fatti di terra brulla, aspra, sincera dalle tonalità del marrone, del verde, del grigio.

De Laurentiis esordì, alla Quadriennale di Roma, a soli ventuno anni, proiettandosi nel panorama internazionale in un continuo confronto con artisti come Fazzini, Gentilini, Kounellis, Schifano, Pascali, Festa. In mostra sono esposte sculture, grafiche e acqueforti risalenti a tale periodo, compresi tre esemplari a più strati della serie Muri d’Italia, che ben raccontano il clima post sessantottino. A fare da trait d’union  tra il periodo romano-internazionale e la svolta segnata dal progetto Arte-Natura, è un video che ci proietta direttamente sulla distesa di terra della Sala Carlo V. È come se l’artista, partendo giovane dalla sua Madre Majella, sia stato poi travolto da quel clima fatto di continue rotture e sperimentazioni.

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