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Digital art e storia del culto di San Giuseppe ad Omnia Artis

La manifestazione artistica organizzata dall'associazione ArteMind e IRDI-Destinazione arte a cura di Massimo Pasqualone. La mostra di Manolita D'Antino sarà visitabile fino a fine mese al museo Barbella

E' stata inaugurata giovedì scorso presso il museo Barbella la mostra di Manolita D'Antino, artista che coniuga il passato e il futuro, tecnica e tecnologia nella sua Digital Art.

La D’Antino, abruzzese, dopo la maturità artistica al Misticoni di Pescara, durante l’apprendistato ha realizzato illustrazioni e fumetti per il mercato francese e italiano. I suoi disegni sono presenti in diverse pubblicazioni giornalistiche ed editoriali. "Il mio lavoro nasce distorcendo il reale nelle foto o nei disegni, cambiandone la natura e il colore, catturando quello che mi interessa o colpisce, creando frame e frattali dipinti a mano e disegnandoci sopra-, spiega l’artista, - intervenendo sulla fusione di questi layout, si arriva all’opera. Non ho vincoli, posso vedere uno spazio immenso davanti ed è fantastico. Dipingere mi dà felicità".

La mostra rientra nella manifestazione Omnia Artis, ideata e organizzata dall'associazione ArteMind e IRDI-Destinazione arte a cura di Massimo Pasqualone, con la direzione artisitica di Angela Rossi, che prevede  mostre e presentazioni di libri, inteventi di personalità del mondo della cultura, artisti, pittori, scultori, letterati,  poeti, musicisti, attori e ospiti di vario genere, in collaborazione con il Comune di Chieti. 

Anche in questo incontro mensile è stato dedicato uno spazio alla presentazione di libri, chiamato l’Angolo Angelico a cura di Angela Rossi, che illustrato le tematiche affrontate nel libro di Marcello Stanzone, La devozione a San Giuseppe dormiente,il culto cattolico al Santo Patriarca, Edizioni il Segno 2017, dal punto di vista teologico e iconografico.

Il mese di marzo è stato dedicato a San Giuseppe, la cui festa viene celebrata il 19 marzo. Il suo culto, diffuso specialmente nel Medioevo dagli ordini monastici, in particolare dai Benedettini e dai Francescani e dai Servi di Maria, ha trovato maggiore incremento grazie a Santa Teresa D'Avila e San Vincenzo Ferrer in Spagna, a Santa Teresa del Bambin Gesù,che aveva visioni mistiche del Santo. "Fu poi il teologo Gerson - come sottolinea la professoressa Angela Rossi - a scrivere lettere e sermoni e poemi, inviate a tutte le chiese, considerando il matrimonio di Giuseppe e Maria integro, casto, guidato dallo Spirito Santo, per realizzare il progetto di Dio: dare un padre terreno amorevole, vigilante e responsabile durante la crescita del Bambino Gesù. San Giuseppe fu definito, perciò, uomo giusto, obbediente, silenzioso e lavoratore. Il suo nome Joseph in ebraico vuol dire Dio faccia credere, Dio aumenti. E Giuseppe per ben tre volte ascoltò l'angelo Gabriele, che gli apparve in sogno, rassicurandolo sulla verginità di Maria, chiedendogli di lasciare Betlemme per fuggire in Egitto per proteggere il Figlio dalle persecuzioni di Erode e suggerendogli quando tornare a Nazareth. La giuseppinologia si basa appunto sul concetto che la Sacra Famiglia era un progetto divino trinitario. Pio IX l'8 dicembre dichiara San Giuseppe Patrono della Chiesa Universale. Giovanni Paolo II scrisse nel 1989 l'enciclica Redemptoris Custos. Papa Francesco è stato eletto il 19 marzo del 2013 ed è molto devoto della statua di San Giuseppe dormiente, a cui ogni sera chiede grazie per risolvere problemi e essere difeso dai pericoli. E' stato poi trattato l'aspetto iconografico: il giglio, la palma, la mandorla sono elementi ricorrenti nelle pitture, simbolo di castità, virtù e fortezza del padre terreno di Gesù".

 L'incontro, moderato dalla giornalista Pierlisa Di Felice, è stato arricchito da Parole con le ali con  Federica Palusci, Stefania Chiarolla, Jolanda Giuggia, allieve  della Scuola del Teatro Marrucino con la regia di Giuliana Antenucci, che hanno interpretato alcune preghiere rivolte al Manto di San Giuseppe.

I quadri sono in mostra al Barbella fino al 28 marzo.

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