Il foyer del teatro Fenaroli intitolato all'attore Alfredo Cohen

Domenica 16 dicembre, alle ore 18, al teatro Fenaroli di Lanciano c'è un omaggio all'attore frentano Alfredo Cohen, al secolo Alfredo D'Aloisio. Prima la proiezione del docufilm "Alfredo D'Aloisio in arte (e in politica) Cohen", dei registi Andrea Meroni ed Enrico Salvatori. A seguire intitolazione del foyer all’attore Alfredo Cohen. Ingresso libero

Alfredo Cohen in arte e Alfredo D’Aloisio nella vita, dopo aver conseguito la licenza liceale parte per Torino, raggiunse le sorelle Assunta e Flavia, e lavora come operaio per mantenersi agli studi universitari. Nel 1968 consegue la laurea in Lettere all'università di Urbino e inizia a insegnare prima nelle scuole medie di vari centri dell'entroterra frentano e poi a Torino, dove torna a stabilirsi nei primi anni '70/'80. Alfredo Cohen ha intercettato un periodo importante e dello spettacolo italiano quale è stato il teatro di ricerca e di innovazione a cavallo degli anni ‘70 performance importanti caratterizzandosi in maniera chiara per una caratterialità difficile da domare e da personalità eclettica. Assieme a Pezzana D'Aloisio appare quindi tra i fondatori del "Fuori" di Torino, e fra i pochi che organizzarono la Manifestazione di Sanremo (1972) l'evento che segna la nascita del movimento gay in Italia. Aderisce al Partito radicale. Comincia la sua attività artistica a Torino nel 1974 con lo spettacolo di cabaret “Dove vai stasera amico?”, un'antologia di personaggi gay da lui stesso interpretati. Lo spettacolo fu portato in giro nei locali alternativi con lo scopo di suscitare il dibattito sui temi della lotta contro il sessismo e il moralismo piccolo-borghese. Nel 1975, realizza lo spettacolo di canzoni e monologhi “Oggi sul giornale” e nel 1976 “Salve signori sono normale”, dove il sapore ironico con cui affronta i luoghi comuni sul sesso si fa ancora più aspro e sferzante. Nel 1977, esce il disco “Come barchette dentro un tram”, frutto dell'incontro con Franco Battiato. Nell'aprile 1978, è la volta del monologo “Mezzafemmina e za' Camilla”, che riscuote un grande successo in tutta Italia e sottolinea la sua abruzzesità che ha sempre rivendicato. Valérie Taccarelli è stata anche la musa di Alfredo Cohen, che in suo onore scrisse, nel 1979, il brano Valery. In seguito fu trasformato da Franco Battiato nel celebre Alexanderplatz, canzone divenuta famosa in tutto il mondo grazie all’interpretazione di Milva. Cohen scrisse instancabilmente negli anni Settanta, e fu poi attivo nello spettacolo fino a metà degli anni Ottanta, quando il "riflusso" politico fece a poco a poco passare di moda lo spettacolo "impegnato" e "di denuncia" da lui proposto. A tenerlo lontano dalle scene, contribuì poi anche una situazione personale legata alla salute, come ebbe a dichiarare lui stesso in una intervista del 1992, nella quale affermò di essere stato lontano dall'attività politica in quanto "sono stato molto ammalato". Forse per questo motivo negli ultimi due decenni della vita prese le distanze dal suo passato politico e artistico, preferendo non essere più coinvolto in alcuna iniziativa: quest'ultimo periodo fu da lui trascorso in Tunisia, dove è morto. E’ giusto che tante associazioni, amici, intellettuali lancianesi vogliano dedicare uno spazio per ricordare la sua esistenza di artista.

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