Francavilla ricorda il giornalista Antonio Russo nel ventennale del suo omicidio

  • Dove
    Palazzo Sirena
    Indirizzo non disponibile
    Francavilla al Mare
  • Quando
    Dal 31/10/2020 al 31/10/2020
    Dalle ore 17
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni
Antonio Russo

In occasione del 20esimo anniversario della morte del giornalista di Radio Radicale Antonio Russo, originario di Francavilla al Mare, la sua città lo ricorda con un'iniziativa in programma sabato 31 ottobre, alle ore 17, a Palazzo Sirena. 

Il 16 ottobre 2000, il reporter fu trovato morto in Georgia, a 25 chilometri da Tbilisi. Sul corpo, apparentemente, non c'erano segni di violenza, ma l'autopsia rivelò che era stato ucciso. Dal suo appartamento erano spariti il materiale raccolto durante la permanenza in Georgia, il telefono satellitare e il computer. Da mesi Russo era impegnato in Cecenia da dove, muovendosi nei luoghi più caldi del fronte, inviava filmati e corrispondenze radiofoniche a Radio Radicale, corrispondenze ora digitalizzate, restaurate e rese disponibili online.

Ll'incontro in ricordo di Russo sarà anche l'occasione anche per fare il punto sull'evoluzione della professione del giornalista in zone di conflitto.

Paolo Di Giannantonio (Rai) introdurrà gli ospiti Toni Capuozzo (Mediaset) e Barbara Schiavulli (direttrice Radio Bullets), con la partecipazione straordinaria di Michele Placido, che presenterà il reading "Una voce testimone di verità": articoli di Russo e musiche di Davide Cavuti. Interverrà Luisa Russo, cugina di Antonio.

Il primo reportage di Antonio Russo, agli inizi degli anni '90, fu dalla Siberia. Come inviato di Radio Radicale si recò poi in Algeria negli anni dei massacri integralisti, in Burundi e Ruanda per documentare la guerra tra hutu e tutsi, in Colombia, Ucraina, Kosovo e Cecenia.

A marzo 1999, durante la guerra del Kosovo, fu l'unico giornalista occidentale a non lasciare Pristina assediata durante i bombardamenti della Nato. In diretta su Radio Radicale raccontava, con il telefono satellitare, l'esodo dei profughi. Per giorni non si ebbero sue notizie, al ritorno raccontò come la popolazione lo avesse aiutato a fuggire mescolandosi ai profughi albanesi diretti in Macedonia. Copiosa la documentazione che mise a disposizione del tribunale dell'Aja.

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