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Fibromialgia, la fontana di piazza Valignani si tinge di viola: partito l'iter per il riconoscimento di una patologia diffusa

Il sindaco Ferrara: “Sì alla mobilitazione perché continui la strada per il riconoscimento della fibromialgia nei livelli assistenziali”

Anche la città di Chieti aderisce alla campagna di sensibilizzazione sulla fibromialgia e oggi, 12 maggio, in occasione della giornata dedicata alla conoscenza e alla mobilitazione su questa patologia diffusa in tutto il mondo, la fontana di piazza Valignani si in gerà di viola.

Una sindrome ancora oggetto di studio, che si esprime attraverso dolori diffusi dell’apparato muscolo scheletrico, ma il cui cammino di riconoscimento è stato avviato con una proposta di legge che l'amministrazione comunale spera di vedere efficace al più presto.

"Abbiamo aderito alla campagna nazionale di sensibilizzazione - dicono il sindaco Diego Ferrara e la consigliera Nunzia Castelli proprio perché la sindrome fibromialgica è diffusa ovunque e rende difficile e fragile la vita di chi ne soffre, anche a causa della mancanza di ufficialità del dolore cronico come patologia invalidante  che non consente cure, terapie, rendendo difficile persino l’assenza dal lavoro quando il dolore diventa forte e insopportabile. A parte la sintomatologia, che colpisce in particolar modo le donne, parliamo di malati che non hanno ancora diritto alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, in quanto la fibromialgia non è ad oggi inserita nei livelli essenziali di assistenza (Lea), sebbene a livello nazionale e anche regionale, passi avanti in tal senso si stanno facendo. Servono tempi rapidi nell’approvazione della legge, perché le cure divengano sostenibili".

Una sinergia in nome del riconoscimento di quella che è una patologia diffusa e invalidante è stata avviata con la responsabile centro cefalee, fibromialgia e dolore muscoloscheletrico, dottoressa Maria Adele Giamberardino e i responsabili dell’associazione Cfu-Italia Odv.

"Siamo lieti che Chieti abbia dimostrato tanto interesse a questa patologia – così la dottoressa Giamberardino – perché il percorso di cura faccia passi avanti. Il nostro centro tratta da anni la sindrome, facendo test diagnostici per individuarla e sostenere chi ne soffre con un percorso di cura. Il riconoscimento ufficiale della patologia servirà a intervenire meglio e a sostenere la ricerca, perché ne soffrono sempre più persone e perché con il dolore è difficile condurre una vita normale. Dunque la luce viola che illuminerà le città serve proprio a questo, sensibilizzare la conoscenza e alimentare l’azione per il riconoscimento della malattia".

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