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Multiculturalità, colori e musica: la Festa dei Popoli riempie di sorrisi la villa comunale

Grande successo per l’undicesima edizione. Trenta i Paesi partecipanti, viaggio virtuale tra le botteghe degli artigiani, canti e balli tipici


Un viaggio virtuale tra le botteghe degli artigiani, i laboratori, le danze, la musica. Una domenica di sorrisi e multiculturalità ieri alla villa comunale con l’undicesima edizione della festa dei Popoli, organizzata dalla Caritas Diocesana Chieti-Vasto.

In tanti hanno familiarizzato con costumi ed usanze di trenta Paesi diversi e venti associazioni presenti all’evento con stand di prodotti tipici, costumi e piatti rappresentativi di ogni cultura. La giornata si è aperta con i saluti dell’assessore alle politiche sociali, Emilia De Matteo e la coordinatrice dei servizi Caritas e organizzatrice dell’evento, Stefania Menna. La giornata, presentata da Emanuele Cellini La Plebe, è stata caratterizzata da un ricco programma tra cui la premiazione del concorso scolastico nazionale sull’affido familiare, canti e balli tipici di ogni cultura. 

Erano presenti anche le scuole: l’istituto comprensivo 2 e il liceo artistico Nicola Da Guardiagrele di Chieti, con le esposizioni delle attività fatte durante i laboratori culturali per arricchire lo scenario della festa. 
E poi i riti dal mondo: quello del cacao e del caffè proposti della comunità domenicana, la preparazione dello yogurt albanese, la vestizione del kimono e trattamenti shiatsu proposti dalla comunità giapponese, la meditazione proposta dalla comunità indiana. Presenti anche i ragazzi della casa circondariale di Chieti diretta dal dottor Franco Pettinelli.

A metà festa il momento di preghiera interreligiosa presieduta da monsignor Bruno Forte, padre Anatoliy Grystkiv, l’imam Moustafa Benoura e il vicedirettore della Caritas Diocesana don Stefano Buccione. 
L’arcivescovo nella sua intensa riflessione ha sottolineato che “non risolveremo i conflitti chiudendoci all’ascolto dell’altro, accecati dalle proprie ragioni. Solo chi si sforzerà di capire le ragioni dell’altro potrà costruire la pace”. 

Concetto questo ribadito anche alla tavola rotonda “Noi siamo gli altri: riflessioni sul documento cattolico-islamico sulla fratellanza umana” con Forte e Fra Giulio Cesareo che si è tenuta nel pomeriggio.
Il clima festoso dell’evento è stato arricchito da esperienze, balli, laboratori per bambini, spettacoli, musiche e degustazioni che hanno aiutato tutti ad essere “artigiani di fraternità”.

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