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Festa dei popoli tra appelli, esibizioni e profumi dal mondo

Grande successo per la nona edizione organizzata dalla Caritas diocesana, domenica scorsa alla villa comunale

Viaggio “virtuale” tra le usanze, i sapori e i problemi del mondo alla Festa dei Popoli. La nona edizione della giornata dedicata all’integrazione e organizzata dalla Caritas diocesana si è svolta domenica alla villa comunale di Chieti.  A dare inizio all’evento sono stati il viceprefetto Conte, l’assessore alle politiche sociali Emilia De Matteo e il direttore Caritas don Luca Corazzari. 

La giornata, presentata da Emanuele Cellini La Plebe, è stata caratterizzata da un ricco programma tra sfilata del mondo, canti e balli tipici di ogni cultura. I visitatori hanno familiarizzato con costumi ed usanze di  25 nazioni diverse e numerose associazioni presenti all’evento con stand di prodotti tipici, costumi e piatti rappresentativi di ogni cultura. Le scuole medie “Chiarini”, “Mezzanotte” e “Ortiz”, hanno offerto concerti musicali ed esposizioni delle attività fatte durante i laboratori culturali per arricchire lo scenario della festa, inoltre il CSI ha programmato la prima edizione del torneo “Teatemondo”.Tra i tanti laboratori, i conventi hanno preso parte al famosissimo rito del caffè proposto della comunità abissina. Gli ospiti alla festa hanno ammirati i bellissimi colori del carnevale presentato dalla Repubblica Domenicana.

Centro della giornata è stato il momento di preghiera interreligioso presieduto da monsignor Bruno Forte, padre e arcivescovo, con padre Anatoliy Grystkiv, sacerdote ortodosso e il pastore avventista Paolo Tòdaro. Tutti i rappresentanti delle diverse confessioni hanno lanciato un messaggio di speranza. “Tutti siamo in cammino verso la “cittadella celeste” – ha ricordato l’arcivescovo Forte - essendo un'unica famiglia prigionieri della speranza che non delude mai”. Padre Anatoliy ha sottolineato l’entusiasmo che caratterizza sempre la festa dei popoli preparata con tanta diligenza, segno di accoglienza ed attenzione, mentre il pastore Tòdaro usando una pagina dell’Apocalisse e del profeta Isaia,”, ha incoraggiato ciascuno alla speranza.  

La comunità Giovanni XXIII, la comunità armena e la comunità venezuelana hanno offerto la loro testimonianza permettendo al pubblico presente di prendere atto delle criticità delle varie povertà mondiali.  L’équipe della Caritas Diocesana, ha consegnato alla comunità venezuelana un cesto di farmaci, proprio per rispondere alla compagnia di sensibilizzazione a favore dei malati venezuelani. 
A concludere la festaè stato il concerto offerto dalla comunità senegalese ”Baba Sissoko e Taman Kan”.
 

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