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Festa della Liberazione: a Lanciano una lapide in ricordo di Tito Grauer

Nato a Lanciano il 4 febbraio 1942 e ucciso ad Auschwitz il 6 febbraio 1944. La ricorrenza organizzata dalla Spi-Cgil Chieti in collaborazione con il Comune, l'Anpi e le scuole

Lo Spi-Cgil di Chieti, in collaborazione con il Comune di Lanciano, l’Anpi (Associazione nazionale partigiani) e gli istituti “Da Vinci” e “De Giorgio” di Lanciano, venerdì 24 aprile, alla vigilia della ricorrenza per i settant’anni dalla Liberazione, depositerà una lapide in ricordo di Tito Grauer nel “Parco della vita” di Lanciano. La cerimonia, che avrà inizio alle ore 11 con il raduno in piazzale Achille Cuonzo, terminerà con la deposizione della lapide.

Tito Grauer era nato a Lanciano da Samuel Grauer, polacco, e Rosa Jordan. Risiedeva a Trieste ma la famiglia Grauer si spostò poi al sud e a Lanciano. Nel 1942 era nato il secondogenito Tito. Nel novembre del 1943 Samuel Grauer con la moglie Rosa, il primogenito Marco di tre anni, e Tito, furono arrestati. Cominciò il loro calvario con la detenzione a Chieti, L’Aquila, in provincia di Firenze e Milano. Il 30 gennaio 1944 furono messi su un convoglio ferroviario e il 6 febbraio giunsero ad Auschwitz. I due fratellini furono uccisi lo stesso giorno dell’arrivo nel campo di sterminio; Marco avrebbe compiuto quattro anni dopo due giorni, Tito ne avrebbe compiuti solo due.

Nella Regione Abruzzo c’erano campi di concentramento a Chieti, Città Sant’Angelo, Vasto marina, Lanciano, Tollo, Casoli, Lama dei Peligni, Nereto, Notaresco Civitella del Tronto (uno dei più grandi d’Italia), Tossicia, Corropoli, Tortoreto, Isola del Gran Sasso. In tutta Italia durante la seconda guerra mondiale i campi furono 43, concentrati soprattutto in Italia centrale, e l’Abruzzo purtroppo eccelleva!

C’era poi il cosiddetto “internamento libero”, che potremmo chiamare “soggiorno obbligato” che, per restare solo nella provincia di Chieti, coinvolgeva Archi, Atessa, Bomba, Casoli, Castelfrentano, Castiglione Messere Marino, Chieti, Guardiagrele, Vasto Marina, Lama dei Peligni, Lanciano, Orsogna, Rapino, Pizzoferrato, Tollo e Villa Santa Maria. In genere dove c’erano campi di concentramento (Chieti, Vasto Marina, Lanciano…) c’erano anche persone condannate all’internamento libero.

“Simbolica dunque è l’intestazione della lapide a questo bambino di due anni, a fronte di migliaia di altri massacrati perché di razza ebrea o di altre etnie - sottolinea Gianna Paola Di Virgilio, segretaria provinciale Spi-Cgil Chieti - L’iniziativa del 24 aprile nasce dalla consapevolezza che simili barbarie hanno continuamente bisogno di essere ricordate alle future generazioni, che purtroppo  non sono sempre state correttamente informate da una società distratta da altre problematiche certo importanti ma secondarie di fronte al diritto alla vita”.

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