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Vino e archeologia: la Dop Tullum punta in alto e va a caccia di nuovi riconoscimenti

Nei vigneti di contrada San Pietro a Tollo c’è stato il ritrovamento dei resti di una villa rustica romana che diventerà il simbolo del consorzio

Una tre giorni, dal 26 al 28 maggio, organizzata dal Consorzio Tutela Dop Tullum che si è svolta all’interno del paese di Tollo con degustazioni, visite ai vigneti, minicorsi di approfondimento, degustazioni guidate e un convegno che ha visto la partecipazione di importanti protagonisti del settore enologico.

L’evento si è svolto in concomitanza dei 10 anni dal riconoscimento per della denominazione di origine protetta per i vini Tullum e, a breve, il consorzio per la tutela Dop Tullum, presenterà la richiesta per il riconoscimento della Docg, la denominazione di origine controllata e garantita che rappresenta il gradino più alto nella piramide qualitativa del vino italiano.

Si è celebrato anche un connubio insolito, quanto affascinante, quello tra vino ed archeologia. Nei vigneti di contrada San Pietro c’è stato il ritrovamento dei resti di una villa rustica romana e di reperti risalenti ad un periodo che va dal I secolo a.c, al I secolo d.c.

Queste importanti testimonianze diventeranno sede e simobolo della denominazione Dop Tullum.

“Le giornate dedicate alla Dop Tullum – ha spiegato il presidente del Consorzio Tonino Verna – hanno avuto l’obiettivo di raccontare agli appassionati, agli operatori e ai giornalisti della stampa specializzata le caratteristiche di questo angolo d’Abruzzo stretto tra il mare adriatico e le altitudini della Maiella, facendone scoprire la biodiversità agricola e alimentare e la ricchezza della sua storia e dei vitigni che generazioni di viticoltori hanno saputo tramandare e che oggi abbiamo l’impegno di valorizzare”.

L’attenzione è stata rivolta al pubblico degli enotursiti che hanno potuto visitare il territorio tollese e i vigneti nei quali nascono i vini Tullum Dop, ma anche partecipare ai minicorsi di degustazione gratuiti con la presenza di Paolo Lauciani, uno dei più apprezzati docenti e divulgatori della fondazione italiana sommelier, e di Fede&Tinto autori e voci del programma decanter in onda su Radio2. A fare da corollario, un piccolo mercato del gusto con la presenza di aziende alimentari e con il foodbus di Delverde per il “pasta party”.

La giornata di lunedì è stata dedicata, invece, agli operatori professionali, con la visita ai vigneti e la tavola rotonda sul tema centrale dell’iniziativa “Piccole Dop in grandi carte dei vini.

Andrea Terraneo presidente dell’associazione delle enoteche italiane, il sommelier Paolo Lauciani e il direttore commerciale di Feudo Antico Andrea Di Fabio, hanno ripercorso i dieci anni della Dop e hanno fatto il punto sulle strategie che consentono di guardare al futuro della più piccola denominazione italiana.

La Dop è interamente circoscritta all’interno del territorio comunale di Tollo (14,96 km2), situato in una zona di entroterra a 10 km dal mare Adriatico e a 25 dalle alture della Maiella che si caratterizza inevitabilmente per un’elevata escursione termica.

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