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Settanta anni fa la medaglia d'oro al valor militare a Lanciano per gli Eroi ottobrini

Era il 25 settembre 1952 quando il presidente Luigi Einaudi consegnò l'onorificenza. La città frentana è l'unica insignita in Abruzzo, festeggiamenti rinviati al prossimo anno

Il 25 settembre 1952 Lanciano fu insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Ricorrono oggi 70 anni dal giorno in cui il presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, appose il riconoscimento sul gonfalone del Comune di Lanciano.

“Dopo settant'anni deve rimanere sempre vivido in noi il ricordo di quei momenti gloriosi per i quali essa fu conferita”, ha sottolineato in un post su facebook il sindaco Filippo Paolini. I solenni festeggiamenti, però, saranno rimandati al prossimo anno, in occasione dell'80° anniversario della rivolta lancianese del 5 e 6 ottobre 1943, quando giovani partigiani - gli Eroi ottobrini - si ribellarono all'occupazione nazifascista della città frentana imbracciando le armi. Quest'anno la ricorrenza, infatti, cade nel giorno delle elezioni politiche.

La medaglia d'oro fu conferita a Lanciano, unica città in Abruzzo, per tutto quello che accadde tra il 5 ottobre 1943 e il giugno '44.

La motivazione del massimo riconoscimento italiano fu: «Forte città dell'Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l'azione armata dei suoi figli migliori. L'intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza».

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