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Arturo Bernava

Arturo Bernava

Piccoli editori crescono: Arturo Bernava al Salone del Libro con Il Viandante

La casa editrice teatina a Torino dove presenterà il nuovo marchio editoriale Chiaredizioni, nato per le esigenze delle 'penne più mature'

“Non si è scrittori quando si pubblica un libro, ma quando qualcuno entra in libreria e ti compra senza conoscerti”. Lo ricorda più volte Arturo Bernava, fondatore della casa editrice Il Viandante, durante l'intervista alla vigilia della partenza per il Salone del Libro di Torino.

La casa editrice teatina sarà infatti presente alla fiera internazionale con uno stand e un evento dedicato, sabato 20 maggio alle 14,30, quando sarà presentato il nuovo marchio Chiaredizioni che lancerà il primo libro ad agosto.

Bernava, 47 anni, bancario-scrittore, è l’autore di “Scarpette Bianche” il romanzo pubblicato nel 2013 da Solfanelli che ha venduto 4 mila copie e per il quale ha ricevuto numerosi premi letterari, consacrando così il suo ingresso nell’olimpo degli scrittori. Nel 2015 a Chieti ha fondato quella “fucina di talenti”, come ama definirla, che si chiama Il Viandante e che in poco tempo ha già pubblicato diversi autori.

Come si articolerà la partecipazione de Il Viandante a Torino?
In maniera abbastanza inusuale per una piccola casa editrice: abbiamo preso uno stand in autonomia, senza associarci ad altri. Sabato ci sarà un evento specifico nel corso del quale presenteremo sei libri: “Il cielo sulle spalle” di Giovanni Foresta, “Dieci gocce d’autore” l’antologia curata da Lara Bellotti (con Stefania Miola), “Jackpot dell’anima” di Roberto Salerni, “Tante piccole bugie” di Stefania Carotenuto, “L’amore è per noi” di Francesca D’Isidoro, “Bestseller - Cronaca di una vendetta” di Giuseppe Di Battista, con Rino Salvati, Andrea Sgualdo e Alessandra Bresciani: tutti gli autori saranno presenti al Salone del Libro, insieme al critico Massimo Pasqualone. Ci sarà una piccola appendice su Chiaredizioni, il marchio editoriale nato per gli autori più maturi.
                                                                                                       
Un marchio che ambisce a cucirsi addosso allo scrittore
Esattamente. Con Il Viandante vogliamo continuare a guidare gli esordienti, ma ci sono tanti altri autori con maggiore esperienza – critici, letterati, giornalisti - con necessità che vanno oltre la stesura dell’opera, come ad esempio il raggiungimento di una rete specializzata di lettori. Chiaredizioni vuole essere in grado di seguire quelle penne mature bisognose di un supporto specialistico. Il tutto con la massima trasparenza, che spesso manca nel campo dell’editoria.

Che tipo di difficoltà incontra oggi chi vuole fare editoria nella provincia?
Tante perché la crisi della lettura colpisce soprattutto i piccoli editori, mentre ormai le grosse case editrici somigliano più a tipografie che all’autore chiedono una grande percentuale di contributo per vedere pubblicato il proprio libro o che non sempre corrispondono il diritto d’autore. Spesso non si fa impresa, ma stamperia. Le piccole case editrici devono anche fare i conti  con il fatto che il lettore compra autori che conosce. Noi vorremmo acquisire quella credibilità che porti invece il lettore a sceglierci. Diciamo che questo mestiere lo fai per passione, non per diventare ricco.

Come nasce il Viandante e come lavora?
Nasce due anni fa in una soffitta rimessa a nuovo in via Silvino Olivieri. Oggi vi collaborano una decina di professionisti, quasi tutti del posto. Abbiamo all’attivo una quindicina di pubblicazioni, altrettante sono programmate per  il 2017. Il nostro piano editoriale è già definito anche per il prossimo anno. Solitamente siamo noi a scovare la maggior parte degli autori: abbiamo un team di lettori che legge i manoscritti e da cui raccogliamo i pareri e a tutti, anche a chi non pubblicheremo, forniamo una scheda di lettura. E’ un lavoro che richiede almeno sei mesi. Oltre alla qualità dello scritto valutiamo anche la capacità dell’autore di sapersi promuovere. Perché all’inizio ti leggono prevalentemente parenti e amici, poi solamente la metà di loro, se sei bravo, continuerà a seguirti.

Oggi sembra che davvero tutti siano in grado di pubblicare un libro, ma come si fa a riconoscere un prodotto di qualità?
La casa editrice si dovrebbe porre a garante di qualità. Oggi in libreria arrivano delle cose che sono illeggibili. Lo stesso autore pubblicato da due case editrici diverse cambia.  

Quali sono i prossimi appuntamenti de Il Viandante?
A luglio è prevista la partecipazione alla Settimana Mozartiana dove presenteremo “Jackpot dell'anima” di Roberto Salerni: un romanzo autobiografico crudo e struggente che affronta il tema della ludopatia. Stiamo poi lavorando a progetto sull’alimentazione, ma non anticipo altro poiché presenteremo tutto dopo il salone del libro di Torino. 
 

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