menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Museo del costume, Guardiagrele

Museo del costume, Guardiagrele

La guida ai musei poco conosciuti della provincia di Chieti

Dal museo Geopaleontologico dell'Alto Aventino di Palena, per scoprire la storia della terra, a quello della Memoria della vita contadina, a Borrello, passando per i cuochi di Villa Santa Maria e il museo del costume di Guardiagrele

Dimenticate quadri, statue e convenzionali giri turistici. Oltre ad arte e storia “convenzionali”, la provincia di Chieti offre una varietà di musei in cui scoprire i segreti meno noti della tradizione abruzzese e chietina.

1. Nel cuore della provincia, a Borrello, sorge dal 1997 il Museo civico Memorie della vita contadina. Ospita attrezzi, strumenti, antichi rimedi meccanici che, secoli fa, i contadini del posto utilizzavano, non senza sacrifici, per sopravvivere e mangiare. I principali settori del museo riguardano la lavorazione della terra e la coltivazione, la raccolta dei cerali e il loro scambio, il trasporto effettuato dall’uomo e dalle bestie da soma e da traino, la produzione del vino. Non mancano fotografie d’epoca del paese e documenti storici sulla ricostruzione della Chiesa madre, avvenuta nel 1990, e sui reperti umani recuperati sotto i pavimenti di questa dalla Soprintendenza archeologica d’Abruzzo. Il museo, ospitato nel palazzo comunale, è aperto da giugno a settembre dalle 9 alle 14. Si può visitare su appuntamento da ottobre a maggio.

2. A Palena c’è il museo Geopaleontologico dell’Alto Aventino, che ha aperto i battenti nel 2001 all’ultimo piano del castello ducale. L’esposizione consente di viaggiare indietro di milioni di anni, scoprire le memorie della Terra, conoscere la storia geologica del territorio e le forme di vita che lo popolano nei tempi antichi. Il percorso si articola in tre sezioni: la Sala della conoscenza, che spiega i processi dinamici della Terra; la Sala dell’Aventino, dove rocce e fossili spiegano la storia geologica del territorio; la Sala Palena, che ospita resti vegetali, pesci, molluschi, echinidi, crostacei, piume di uccelli e lo scheletro perfettamente conservato nella roccia di un piccolo mammifero lagomorfo oggi estinto, il prolago. C’è anche una sezione dedicata ai più piccoli. Il museo è aperto dal 15 aprile al 14 luglio e dal 1 al 30 settembre il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, la domenica dalle 10 alle 13. Dal 15 luglio al 31 agosto è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Sono disponibili visite guidate tutto l’anno su prenotazione.

3. A Guardiagrele, al piano terra del chiostro di San Francesco, c’è il Museo del costume e della tradizione della nostra gente, nato negli anni Ottanta grazie ad un’opera di volontariato di alcuni abitanti del luogo, che hanno riportato in vita le tradizioni e le abitudini in voga fra Ottocento e Novecento. All’interno sono ricostruiti ambienti della vita domestica ed artigiana, come una cucina con gli utensili autentici dell’Ottocento, con lo spazio dedicato all’attività di filatura e tessitura, realizzata con gli strumenti dell’epoca. Ci sono anche spazi dedicati all’artigianato, che ha reso noto il paese, con l’esposizione degli arnesi antichi e una sezione dedicata agli abiti femminili e ai gioielli. Il museo, gestito dalla pro loco cittadina, è aperto dal 2 al 31 agosto dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Il resto dell’anno è visitabile su prenotazione.

4. A Villa Santa Maria, patria dei migliori cuochi d’Abruzzo, sorge proprio il Museo dei cuochi, di proprietà della scuola professionale di avviamento alberghiero. Si trattai di una struttura unica nel suo genere, che raccoglie le testimonianze dei grandi cuochi di Villa Santa Maria: una documentazione cartacea e fotografica che racconta il lavoro nei più grandi alberghi del mondo, nelle case di nobili e titolati. L’unica sala espositiva al primo piano, con ingresso gratuito, prevede un percorso che inizia dalle antiche origini dell’arte culinaria nella valle del Sangro, passando per Maccaronari, pastari e cuochi, raccontando il servizio della famiglia Munzù al servizio delle famiglie nobili e prestigiose. E ancora I cuochi nella storia, i cuochi diventati famosi nel mondo, i cuochi imprenditori, la tradizione diventa scuola e La cucina e l’arte. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

È morto il notaio Giuseppe Tragnone: aveva 70 anni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento