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da sinistra: Stefano Fagnano, Alfredo Ioannone e Marco Di Nozzi

da sinistra: Stefano Fagnano, Alfredo Ioannone e Marco Di Nozzi

Alfredo dei Matinée e Mark Di Nozzi: "Le cover sono un buon inizio, ma l'originalità paga"

Storia della band riuscita a inserirsi nel mercato indie internazionale. Venerdì sera al Glory Days di Porta Pescara il cantante e bassista dei Matinée Alfredo Ioannone si esibisce in un inedito live acustico assieme all'astro nascente del blues folk Marco Di Nozzi

Il nome della band fa riferimento agli spettacoli mattutini a teatro, la loro storia invece è un mix adrenalinico di concerti, festival, incontri fortunati, passione e bravura che li hanno portati a suonare in Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, macinando chilometri lontano da casa con la ‘benedizione’ dei Franz Ferdinand, di cui sono diventati tribute band. 

La storia dei Matinée si scrive all’estero, ma la penna è a Chieti e provincia da dove Alfredo Ioannone (voce e basso), Luigi Tiberio (voce, synth e chitarra), Giuseppe Cantoli (chitarre) e Alessio Palizzi (batteria) cinque anni fa sono partiti alla volta di Londra per quel sogno che poteva realizzarsi solo nella patria dei Blur e degli Oasis. Oggi i Matinée sono una delle poche band indie italiane apprezzate e conosciute nel panorama internazionale e di cui l’Italia, incluso l’Abruzzo, conosce ancora troppo poco. “Siamo nati come cover band britpop dopo il 2005 - racconta Alfredo Ioannone, bassista e voce dei Matinée – erano gli anni di ‘Take me out’ dei Franz Ferdinand: album del quale rimanemmo totalmente folgorati da decidere di formare una cover band dei FF. Nel 2009 mandammo loro un’e-mail, successivamente la tour manager ci scrisse che i ragazzi erano rimasti colpiti e che avrebbero voluto sentirci suonare. Così registrammo due loro cover: quello stesso anno i Franz Ferdinand ci invitarono al Traffic Festival di Torino e diventammo la loro tribute band. Il nome Matinée è un omaggio a una loro canzone, ‘Dark of the matinée’”.

Ma fare canzoni degli altri ben presto sta stretto ad Alfredo e gli altri. “Cominciammo quindi a fare roba nostra – prosegue il cantante - che è una cosa che vorrei facessero anche i giovani qui in Italia. Qui nel 2010 abbiamo pubblicato un Ep e un disco. La risonanza non fu granché, così ci trasferimmo a Londra, iniziando a suonare sette giorni su sette nei club e a farci conoscere”. Circa due anni fa è arrivato il primo disco a produzione inglese ‘These days’, prodotto da Tony Doogan, produttore di Glasgow dei Talking Heads, Mogway, Belle & Sebastian. Nel frattempo tanti live, il tour negli Stati Uniti (18 date in venti giorni) a New York, in New Jersey, in Florida e in tutta Europa. Qualche festival anche in Italia, come lo Spilla ad Ancona e il Magnolia di Milano.

Adesso i Matinée stanno lavorando al terzo album che uscirà a fine primavera 2016 e in cui collaboreranno di nuovo con Belle &Sebastian; oltre a Doogan, il disco vedrà alcune tracce prodotte da Miaoux Miaoux e ospiterà anche una collaborazione con gli italiani Velvet. In questi giorni il remix di ‘All the good fellas’ (video) è su Mtv Italia e Radio Virgin. Inoltre per l’anno nuovo probabilmente ci saranno un nuovo tour europeo e un altro negli Stati Uniti. 

Alfredo Ioannone intanto, dopo anni passati a suonare in Inghilterra, è tornato a vivere a Chieti. “E’ stato un esperimento decidere di tornare dove sono nato: Chieti mi dà un senso di sicurezza in più e una qualità della vita nettamente superiore. Poi c’è il rovescio della medaglia: l’Italia è una nazione che arranca, non c’è meritocrazia, non c’è lavoro. E’ bella ma non balla, è in totale svendita anche a livello artistico”. Dalla sua città il bassista parte spessissimo per gli impegni con i Matinée. 

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Questo venerdì (18 dicembre) però si torna a suonare a due passi da casa, al pub Glory Days, a Porta Pescara, gestito da Stefano Fagnano, ex compagno di scuola di Ioannone. 

Una serata tra amici, una serata tra artisti. Alfredo infatti si esibirà con un altro giovane talento teatino, Marco Di Nozzi. Insieme daranno vita al duo inedito Old Broken Shoes con un live speciale.

Anche Marco Di Nozzi è un musicista che ha scelto di non puntare sulle canzoni degli altri, ma di proporre da solista musica blues folk inedita di stampo americano. “Un progetto iniziato circa un anno fa – racconta – con brani inediti. Suono varie chitarre acustiche tra cui una chitarra weissenborn, di origine hawaiana, come quella di Ben Harper”. E la scelta di Di Nozzi ha pagato: in poco tempo si è fatto conoscere e apprezzare nei locali dell’hinterland dove il pubblico resta piacevolmente colpito dalle sue coinvolgenti e originali performance e a breve uscirà il suo primo singolo, dal titolo “Never lie”.

La serata di venerdì al Glory Days sarà l’occasione per riascoltare alcuni pezzi dei Matinée in versione acustica, interpretati dal duo, assieme agli inediti di Di Nozzi e anche a qualche cover che spazierà dagli Oasis a Neil Young e Tracy Chapman. L'appuntamento è per le ore 22.

“Mi è piaciuta l’idea di portare nel locale due giovani artisti del posto che si stanno affermando. Quello degli Old Broken Shoes sarà uno degli ultimi live del pub prima della pausa invernale – annuncia Stefano Fagnano – Il Glory chiuderà infatti a gennaio per riaprire a primavera, con alcune novità e sempre in grande sinergia con i colleghi degli altri locali di Porta Pescara e Santa Maria”.


 

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