“Liebestraum” al Teatro Marrucino domenica 13 marzo

Appuntamento domenica 13 marzo alle ore 17,30 presso il Teatro Marrucino di Chieti con un concerto lirico-sinfonico dal titolo “Liebestraum”, sogno d’amore: per la prima volta il soprano teatino Valentina Coladonato (foto) sarà ospite dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta dal maestro Giampaolo Pretto. In programma brani di Ludwig van Beethoven, Richard Wagner e Johannes Brahms. Con questo concerto, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese è orgogliosa di presentare al pubblico una importante artista abruzzese dal profilo internazionale com’è quello del soprano Valentina Coladonato.

È un’altra delle presenze artistiche rappresentative dell’alto livello musicale e concertistico del nostro Abruzzo, presenze che hanno innervato con continuità la programmazione di questa 41° Stagione Concertistica. L’istituzione Sinfonica Abruzzese è particolarmente felice di questo concerto che segna il ritorno dell’orchestra Sinfonica Abruzzese al Marrucino.

Il soprano Valentina Coladonato, nata a Montesilvano ma formatasi musicalmente alla scuola del Coro Zimarino di Chieti e al Conservatorio di Pescara, è una cantante dalla personalità eclettica che affronta con disinvoltura il repertorio barocco come quello contemporaneo: dedicataria di opere nuove di compositori italiani contemporanei, è voce prediletta di Ivan Fedele.

Reduce in questi ultimi mesi dalla partecipazione a importanti festival come il Festival Présences di Radio France, il Festival Nuove Musiche del Teatro Massimo di Palermo. È stata ospite presso istituzioni musicali prestigiose fra le quali figurano il Teatro alla Scala di Milano, l’Opéra National de Paris, il Salzburger Festspiele, il Musikverein di Vienna, il Concertgebow di Amsterdam, il Festival delle Fiandre, la Filarmonica di S. Pietroburgo, il Southbank Centre di Londra, la Philarmonie Köln, il Festival George Enescu, il Ravenna Festival, il Festival Pergolesi Spontini, la RAI di Torino e l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Giampaolo Pretto flautista, direttore d’orchestra e compositore.

È attivo da trent’anni sulla scena concertistica italiana e internazionale. Già primo flauto dell’Orchestra Nazionale della Rai, dal 2012 è maestro per l’Orchestra Giovanile Italiana e partner artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Ha chiuso la Stagione 2015 del Teatro Petruzzelli di Bari e aperto la Stagione 2015-16 dell’OFT. In tempi recenti ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra V. Galilei, la Sinfonica di Aosta e l'Orchestra georgiana Z. Paliashvili a Tbilisi e nella sua tournée italiana. Nell’anno in corso è atteso sul podio dell’Orchestra Haydn di Bolzano per due produzioni, nonché per il Festival Mito 2016.

Anche in questo concerto verranno eseguiti brani di alcuni fra i più grandi compositori del periodo: Richard Wagner con i suoi Wesendonck Lieder e Johannes Brahms con la Serenata n.1 op 11 in re maggiore. Aprirà il concerto l’Ouverture op. 84 in fa minore tratta dall’opera Egmont scritta nel 1810 da Ludwig van Beethoven che in queste pagine musicali, ispirato dalla figura centrale della tragedia goethiana, esprime tutto l’idealismo eroico che animava la sua musica in quel periodo. Il sogno impossibile d’amore, l’aspirazione alla libertà e il suicidio come estremo gesto di ribellione all’oppressione sono temi centrali dell’opera che già nell’Ouverture dell’opera si traducono in musica.

Il “Liebestraum”, il sogno d’amore, è anche quello che dà vita al ciclo dei Wesendonck Lieder, 5 lieder per voce e pianoforte composti da Richard Wagner nel 1857 su testi di Mathilde Wesendonck con la quale il compositore viveva in quel momento un’appassionata storia d’amore. Orchestrati nel 1890 dal direttore d’orchestra Felix Mottl (tranne il V che fu orchestrato dallo stesso Richard Wagner), i Wesendonck Lieder ricostruiscono al loro interno il microcosmo di vicende, confessioni intime e segreti di una storia d’amore, che rimanda alla passione di Tristano e Isotta che Wagner proprio allora stava vestendo di musica.

La Serenata op. 11 di Johannes Brahms rappresenta un potente contraltare al trionfo estremo delle passioni dell’opera wagneriana. Anche formalmente essa si colloca lontano dagli «eccessi delle passioni», come scrisse il compositore stesso a Clara Schumann in una lettera dell’ottobre 1859.

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