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Giorno della Memoria: la consegna delle Medaglie d'onore

Oggi è il sessantasettesimo anniversario dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Alle 12 in Prefettura ci sarà la cerimonia di consegna della Medaglia d'Onore concessa ai deportati ed internati nei lager nazisti

Oggi, 27 gennaio è il Giorno della Memoria: si ricordano lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti. Alle 12 in Prefettura a Chieti si terrà la cerimonia di consegna della Medaglia d’Onore concessa ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra e ai familiari dei deceduti.

I cittadini della Provincia di Chieti deportati durante la II Guerra Mondiale che riceveranno il riconoscimento dal Prefetto, Fulvio Rocco de Marinis sono: Iezzi Giuseppe, residente a Chieti, internato nel campo di lavoro in Germania dal 23/9/1943 al 6/5/1945; Di Renzo Gabriele, deceduto e già residente a Casalincontrada, internato nel Campo di Viten – Dortmunt (Germania) dal 10/9/1943 all’8/5/1945 (la Medaglia verrà ritirata dal nipote Giancarlo Di Luzio); Marcucci Lorenzo, deceduto e già residente a Ortona, internato nello Stalag IV B e Stalag IV G di Oschatz (Germania) dal 10/9/1943 all’8/5/1945 (la Medaglia verrà ritirata dalla vedova Livia De Innocentiis); Saccomandi Sestino, deceduto e già residente a Vasto, deportato in Germania dal 9/9/1943 all’8/5/1945 (la Medaglia verrà ritirata dal figlio Franco Saccomandi).

Sarà consegnata anche la Medaglia d’Argento al merito civile alla memoria della signora Salomone Marianna, di Gessopalena, (la Medaglia verrà ritirata dal figlio Giuseppe Aronne Cicchini) con la seguente motivazione: “Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, in occasione della deportazione di tanti concittadini nei campi di lavoro, incurante del grave rischio personale, attraversava il fronte nemico e per sentieri impervi si avventurava alla ricerca dei poveri malcapitati, prestando loro assistenza e sostentamento e assicurandone il contatto con la famiglia. Nobile esempio di encomiabile abnegazione e umana solidarietà”.


 

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