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Yokohama di Ortona, l'azienda giapponese avvia il licenziamento collettivo di 84 lavoratori

A farlo sapere è l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Mauro Febbo, che conferma come siano però ancora in corso le trattative per la vendita dopo l'incontro al Mise

La Yokohama ha avviato la procedura per il licenziamento collettivo degli 84 lavoratori del sito produttivo di Ortona.
A farlo sapere è l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Mauro Febbo, che conferma come siano però ancora in corso le trattative per la vendita dopo l'incontro al Mise.

«Purtroppo la Yokohama avvierà la procedura di licenziamento collettivo, ma ci sono importanti passi in avanti che lasciano presagire un finale positivo», aggiunge Febbo.

Questo quanto viene sottolineato dall'assessore regionale: «Nonostante il veto iniziale, siamo riusciti nell'intento di ottenere l'avvio delle trattative per la vendita dello stabilimento produttivo di Ortona, ma la Yokohama ha deciso di non avvalersi degli ammortizzatori sociali, ovvero della cassa Covid nello specifico. Una decisione unilaterale che non condividiamo e contestiamo aspramente visto che questo tipo di aiuti non rientrino nel regime degli Aiuti di Stato, così come certificato dagli uffici legali del ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro e quindi l’azienda non sarebbe incorsa nel rischio di dover restituire le somme utilizzate come previsto dall’articolo 6 del Decreto Dignità. A questa doccia fredda bisogna però contrapporre le notizie positive. Infatti proseguono le trattative tra la Yokohama e le tre aziende interessate all'acquisizione. Aziende di alto profilo con disponibilità economico - finanziarie che hanno già sottoscritto l'accordo di non disclosure agreement e l'impegno a presentare le offerte entro la settimana prossima dopo aver visionato e ispezionato lo stabilimento».

Febbo conclude evidenziando che «non ci saremmo mai aspettati che l’azienda prendesse questa decisione e che non tutelasse affatto i lavoratori nonostante le misure disponibili in questo particolare momento storico segnato dall’emergenza coronavirus. Siamo consapevoli che la procedura di licenziamento collettivo durerà mesi, pertanto nel frattempo, prima che la stessa si concluda, lavoreremo per far sì che le trattative per la vendita, già ben avviate, volgano a un esito favorevole».

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