Economia

Impianto rifiuti, Wwf: non saranno solo imballaggi

Pubblichiamo il comunicato del Wwf sull'impianto rifiuti che sorgerà a Casalincontrada, dopo le ultime battute della Cooperativa Tea. "Non solo imballaggi ma anche rifiuti, per un totale di 200.000 tonnellate annue"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Dopo il più recente comunicato diffuso da Edilizia Colonnetta e Cooperativa TEA siamo costretti nostro malgrado, per completezza di informazioni, a tornare ancora sull’impianto di trattamento e recupero rifiuti progettato nel territorio di Casalincontrada nei pressi di Brecciarola di Chieti.

In primo luogo la quantità di materiale complessivamente trattato nell’impianto sarà di  200.000 tonnellate/anno e non di 200t/a. È inoltre necessario precisare che nello Studio Preliminare di Impatto Ambientale presentato da Edilizia Colonnetta non si parla soltanto di imballaggi di carta, cartone, ferro alluminio e plastica, come il proponente continua a ripetere, ma anche tra l’altro di rifiuti di metalli ferrosi e non ferrosi, di rifiuti di plastica, di pneumatici fuori uso (è prevista esplicitamente la “eventuale presenza di inquinanti superficiali “), rifiuti combustibili (CDR: combustibile derivato dai rifiuti) e fluff-frazione leggera e polveri.

I procedimenti lavorativi previsti non sono esclusivamente meccanici come si asserisce: nello stesso documento si parla ad esempio,in relazione a rifiuti solidi in caucciù e gomma, di lavaggio chimico fisico e di devulcanizzazione (processo in genere effettuato in autoclave attraverso processi termochimici).

È ben strano che si continui ad affermare che non ci sarà alcuna emissione mentre nel documento citato si scrive esplicitamente che “i punti di emissione in atmosfera devono essere dotati di sistemi per minimizzare gli odori (…) e di idonei impianti per l’abbattimento degli altri inquinanti”.

Ci domandiamo qual è il ciclo virtuoso se poi alla fine si produce comunque anche CDR, filiera del bruciare e non del differenziare?

In ogni caso, come recita la normativa, “Se il progetto non ha impatti negativi e significativi sull’ambiente, l’autorità competente dispone l’esclusione dalla procedura di valutazione ambientale e, se del caso, impartisce le necessarie prescrizioni. Se il progetto ha possibili impatti negativi e significativi sull’ambiente  si applicano le disposizioni degli articoli da 21 a 28” cioè la procedura completa di Valutazione di Impatto Ambientale. La decisione è a totale discrezione del Comitato VIA. Di fronte a una diffusa opposizione dei cittadini tale importantissima procedura rappresenta tuttavia una verifica di garanzia per comprendere e approfondire il progetto  ed è a nostro avviso non eludibile.

Si precisa in conclusione che ai tre esiti della procedura di VA, verifica di assoggettabilità alla VIA  elencati nel comunicato diffuso da Edilizia Colonnetta e Cooperativa TEA (1. Esclusione del progetto dalla VIA; 2. Esclusione dalla VIA con prescrizioni; 3. Assoggettamento dalla VIA) ne va per completezza di informazioni aggiunto un quarto egualmente possibile: l’opzione zero con la “bocciatura” del progetto.

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