Villa Pini: 300 dipendenti in mobilità. Udc: "Timori fondati, adesso al fianco dei lavoratori"

Il segretario cittadino Buracchio e il capogruppo consiliare De Lio prendono posizione dopo la messa in mobilità di 298 dipendenti della vecchia gestione

“I nostri timori sul futuro occupazionale dei dipendenti del Gruppo Villa Pini d’Abruzzo erano fondati e nelle ultime ore, purtroppo, hanno assunto il contorno del dramma sociale”.

Il segretario cittadino dell’Udc Andrea Buracchio e il capogruppo in Consiglio comunale Mario De Lio commentano le notizie in arrivo dalla curatela fallimentare circa la procedura di mobilità per quasi 300 dipendenti.

Lo scorso 6 dicembre infatti, la curatrice fallimentare Giuseppina Ivone, ha attivato la “risoluzione dei rapporti del personale dipendente occupato nella sede di via dei Frentani” con la motivazione della necessità improcrastinabile conseguente alla vendita del complesso aziendale. “Con la decisione della curatela – spiegano Buracchio e De Lio - sia i lavoratori di Villa Pini non rientranti nelle graduatorie per le assunzioni sia quei dipendenti che sono stati assunti con contratto part-time dalla casa di cura Santa Camilla, proprietaria oggi della struttura, oggi si vedono inseriti nella lista di procedura per la mobilità”.

Nella stessa nota la curatela quantifica gli esuberi equivalenti a 298 unità, da inserire nella procedura di mobilità, in modo da favorire la loro rioccupazione anche attraverso le agevolazioni contributive concesse ai datori di lavoro. “Questo significa che circa 300 famiglie si trovano oggi senza più un futuro occupazionale certo- tuonano Buracchio e De Lio -  Il tutto in un momento nerissimo per le famiglie e i lavoratori, in cui si registrano pesanti tensioni occupazionali: un vero dramma sociale che per i lavoratori di Villa Pini dura da anni”.

Una situazione acuita ancor di più in considerazione dell’incertezza sull’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga. “Adesso il tavolo delle trattative aziendali deve essere più che mai proficuo al fine di trovare soluzioni che possano ragionevolmente superare il dramma e le incertezze dei lavoratori- concludono i vertici dell’Udc locale - come gruppo ci attiveremo da subito, ma riteniamo sia dovere di tutte le forze politiche ed istituzionali unirsi a noi per far sentire la propria voce affinché non si concretizzi questo ennesimo dramma che coinvolge l’intera città di Cheti”.

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