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Vertice ministeriale sulla Honeywell, la Fiom boccia le proposte di reindustrializzazione

Diversi i motivi per cui i due progetti presentati non convincono i rappresentanti sindacali, che hanno chiesto altri quattro mesi di tempo

Secco no della Fiom ai progetti di reindustrializzazione della Honeywell presentato ieri nel corso di un vertice al ministero dello Sviluppo Economico. All'incontro hanno partecipato, oltre alla Fiom, Fim, Uilm, i rappresentanti del Mise e della Regione, i dirigenti di Invitalia e la società che si occupa di gestire la reindustrializzazione. 

La Fiom ha bocciato i due progetti presentati, chiedendo ulteriori quattro mesi di tempo per cercare di raccogliere ulteriori proposte per il futuro dei lavoratori. Nel dettaglio, la bocciatura è motivata da diversi fattori. Per quanto riguarda il progetto della Eldor, viene ritenuto interessante dal punto di vista industriale, ma richiede cinque anni per la sua realizzazione, un tempo giudicato troppo lungo. 

Quello della Imm, di più breve concretizzazione, un paio d'anni, viene ritenuto l'estensione della fabbrica attuale. Inoltre, prevede l'assunzione con contratti a tempo determinato. Puntualizza il segretario generale Fiom Davide Labbrozzi:

Nei fatti, la Honeywell diventerebbe un nuovo reparto della già esistente azienda, come a dire le braccia di una mente che ragiona altrove e di un cuore che batte da un'altra parte. 

Entrambi i progetti, inoltre, prevedono solo un centinaio di occupati: troppo pochi, considerando quante sono le persone licenziate dalla Honeywell. In più, secondo Labbrozzi, gli investimenti annunciati da una delle aziende sarebbero

troppo bassi e a nostro avviso insufficienti per la realizzazione di un vero soggetto industriale. Quando parliamo dello stabilimento Honeywell, parliamo di uno stabile di valore elevato, 12 milioni di euro: non possiamo regalarlo al primo imprenditore di passaggio. 

Il prossimo incontro è in programma per il 13 settembre. La Fiom annuncia che continuerà a chiedere di alzare il numero delle persone da impiegare, dare un lavoro a tempo indeterminato per gli ex Honeywell coinvolti, sviluppare un piano industriale serio e duraturo. 

In più, la Fiom sollecita a non sforare il termine dei tre anni per chiudere i Progetti di sviluppo, pena la perdita del finanziamento regionale.

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