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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Vertenza Riello: c'è un'ipotesi di accordo per i 90 lavoratori

La vertenza occupazionale interessa gli addetti dello stabilimento di Cepagatti che il gruppo industriale ha deciso di chiudere. Timori tra molte famiglie del posto che potrebbero restare senza lavoro

C'è un’ipotesi di accordo presentata ai sindacati dai rappresentanti della Riello per la chiusura della vertenza occupazionale che interessa 90 addetti dello stabilimento di Villanova di Cepagatti e che il gruppo ha deciso di dismettere per trasferire la produzione negli stabilimenti del Nord Italia e in Polonia. 

Lo rende noto l'assessore regionale alle Politiche del Lavoro Pietro Quaresimale che ha presieduto il tavolo istituzionale. Il documento, frutto delle richieste dei rappresentanti sindacali che l’azienda ha accolto, si muove su cinque punti: l’applicazione del possibile accordo sindacale a tutti i 90 addetti dello stabilimento, includendo dunque anche i 19 lavoratori impegnati nel Centro ricerche della Riello che in un primo momento erano stati esclusi; l’applicazione della cassa integrazione per cessazione di attività per un anno a tutti i lavoratori; il terzo punto impegna la società e le istituzioni al processo di re-industrializzazione del sito produttivo con la ricerca di nuovi acquirenti; il quarto regola una serie di incentivi economici ai lavoratori che, fatta salva la corresponsione della Cig per un anno, decidono di lasciare l’azienda; infine, fissare incentivi economici per i lavoratori che accettano il trasferimento nei siti produttivi del Nord Italia dove la Riello ha intenzione di spostare la produzione dello stabilimento di Cepagatti. 

 “Si tratta di un risultato importante – ha commentato l’assessore Quaresimale – che mette in condizione i lavoratori interessati di avere un ventaglio di scelte da operare. È il caso di ricordare che solo un mese fa il primo incontro del tavolo istituzionale aveva certificato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento collettivo di tutti i lavoratori. Quindi non esisteva alcuna possibilità di scelta. Il fatto di aver ottenuto dall’azienda la possibilità di applicazione della Cassa integrazione per un anno a tutti i lavoratori rappresenta un dato importante perché da un lato apre l’ombrello degli ammortizzatori sociali sulla testa dei lavoratori e dall’altro concede tempo alle istituzioni di trovare acquirenti per la reindustrializzazione del sito”.

La parola ora passa ai lavoratori: in caso di accettazione, venerdì l’accordo verrà sottoscritto e sottoposto all’esame del tavolo nazionale del Ministero dello sviluppo economico in programma mercoledì 3 novembre. 

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