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Vertenza Baomarc al ministero, i sindacati: “Risposte insufficienti, l'azienda rispetti l’accordo”

Incontro a Roma tra rappresentanti del ministero, Regione, Governo e sindacati che contestano le giustificazioni dell'azienda: "Inaccettabili, di 162 ex lavoratori Honeywell, Baomarc ne ha assunti solo 70"

“Nessun passo indietro sul rispetto dell'accordo siglato nel 2018”. Lo hanno ribadito i sindacati al tavolo della vertenza Baomarc organizzato ieri, 17 aprile, a Palazzo Piacentini a Roma, sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza dei rappresentanti del ministero, dell'azienda, dei segretari e rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Uilm, Fim, Fiom e Uglm e della neo eletta assessora della Regione Abruzzo alle attività produttive e lavoro, Tiziana Magnacca, in collegamento da remoto.

Un incontro sollecitato dalle organizzazioni sindacali per chiedere a Baomarc, controllata dal gruppo siderurgico cinese Baowu e primo fornitore di acciaio piano per il Gruppo Stellantis, il rispetto dell'accordo sugli ex lavoratori Honeywell.

Nel 2018 l'azienda ha rilevato l’ex stabilimento di Honeywell in Val di Sangro al costo simbolico di 1 euro con l’impegno, sottoscritto in sede ministeriale, di procedere all’assunzione in due fasi di 162 dipendenti dell’ex multinazionale americana. Attualmente, nonostante le sollecitazioni fatte dal sindacato in sede regionale, l’azienda non ha rispettato l’accordo e ha proceduto all’assunzione di soli 70 dipendenti dell’ex Honeywell. Anche l’impegno di realizzare, sempre in Val di Sangro, uno stabilimento per il taglio delle lamiere, che avrebbe occupato 52 lavoratori, è venuto meno.

“I vertici aziendali – spiegano il coordinatore nazionale Fim Cisl Stefano Boschini e Primiano Biscotti della Fim Cisl Abruzzo-Molise - hanno giustificato il mancato rispetto dell’accordo con il fatto che, a loro dire, si è verificato in questi anni, tra pandemia e crisi, un calo delle commesse da parte di Stellantis, loro unico committente, del -48%. Questo, insieme alla richiesta di rinegoziazione del contratto da parte di Stellantis che ha generato una controversia commerciale, ha rallentato il piano industriale del gruppo e quindi le assunzioni”.

Per la Fim Cisl “le giustificazioni dell’azienda non sono sostenibili, visto che l’accordo e la scelta di Baomac rispetto ad altri concorrenti fu determinata anche e soprattutto in funzione del numero di assunzioni. L’azienda quindi resta per noi inadempiente rispetto all’accordo sottoscritto al Mise che prevedeva, a fronte della cessione simbolica del plant ex-Honeywell di 1 euro a Baomac, l’investimento di 30 milioni di euro e l’assunzione in due fasi: subito 110 lavoratori e poi 52, rispetto ai circa 400 dipendenti ex-Honeywell”.

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