Economia

Val di Sangro, allarme dei sindacati: a rischio 12 mila posti di lavoro

Nel giro di poche settimane si rischiano il blocco dell'erogazione dei servizi essenziali alle aziende quali servizio idrico potabile, industriale, raccordo ferroviario, depurazione e trattamento delle acque

Nella Valle del Sangro a rischio 12.000 posti di lavoro. L’allarme arriva da Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Flp e Findici secondo i quali la situazione di precarietà e di difficoltà evidenziata nel Consorzio per lo Sviluppo industriale del Sangro, è causata soprattutto dalla Legge Regionale di costituzione dell’ARAP (Agenzia Regionale Attività Produttive) che ha di fatto bloccato qualsiasi tipo di investimento teso alla manutenzione e al miglioramento degli impianti ed infrastrutture gestiti dal Consorzio industriale.

“Il protrarsi di questa situazione di stallo – avvertono -  può comportare, nel giro di poche settimane, il blocco dell’erogazione dei servizi alle aziende del territorio che rischiano di non ricevere quei servizi essenziali, servizio idrico potabile, industriale, raccordo ferroviario, depurazione delle acque, trattamento delle acque, pubblica illuminazione, con gravissime ripercussioni sull’apparato produttivo di una delle aree a maggiore concentrazione industriale della nostra Regione”.

Nella nota firmata dalle segreterie sindacali si chiede a tutte le forze politiche regionali di rimuovere tutti quegli ostacoli che inibiscono le attività del Consorzio e creano forti disfunzioni ai servizi erogati alle aziende.

“Non possiamo consentire che il protrarsi di questa situazione di incertezza  peggiori ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati alle aziende, compromettendo il tessuto produttivo già duramente provato dalla crisi strutturale che ha colpito la Regione Abruzzo e tornare ai tempi bui della valle della morte degli anni 70”.

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