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Domenica, 14 Aprile 2024
Economia

Ucraina, l'Abruzzo chiede all'UE misure straordinarie come col Covid

Il vicepresidente Imprudente a Bruxelles chiede la proroga al 2024 della Pac e una azione di semplificazione

Dall'Abruzzo la rihciesta di misure straoridnarie all'UE. "È stato un confronto serrato e franco alla presenza di esponenti autorevoli della Commissione agricoltura e del Parlamento europeo, in cui abbiamo ricordato il momento drammatico per la pandemia e la guerra in Ucraina e la crisi delle aziende agricole per il caro carburanti e l’insostenibile aumento dei costi di produzione: abbiamo chiesto con forza il rinvio, dal 2023 al 2024, della entrata in vigore della nuova Politica agricola comune (Pac 2023-2027), come deciso in sede di conferenza Stato-Regioni, l’attivazione, dopo il pacchetto dei giorni scorsi, di nuove, straordinarie e più incisive misure a sostegno delle imprese agricole, come accaduto per il Covid. In più una azione, concreta ed in tempi brevi, di semplificazione normativa. Europarlamentari e dirigenti della commissione hanno recepito e valuteranno”, lo riferisce Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, al termine del summit, che si è svolto a Bruxelles, tra i delegati della Regione Abruzzo e quelli della Commissione europea Agricoltura dal titolo “Agricoltura abruzzese tra crisi attuale e nuova programmazione 2023-2027”.

L’evento, inserito nell’ambito di “Abruzzo Sostenibile a Bruxelles”, è stato quindi anche il momento per affrontare in presenza una delegazione della Commissione a cui riportare il grido di allarme delle aziende agricole abruzzesi e italiane e per ribadire le richieste già decise con le altre regioni italiane in sede di Conferenza delle regioni. "Prima di ritenerci soddisfatti -  dice ancora Imprudente - attendiamo che le determinazioni che abbiamo chiesto, siano immediate e tangibili. Saremo sempre vigili e al fianco delle nostre imprese: il nostro primo obiettivo è dare risposte agli agricoltori. In questo senso, abbiamo ribadito la battaglia in difesa del ‘Made in Italy’ in particolare con il no al cosiddetto ‘Nutri score’, cioè la bollinatura a colori, nella consapevolezza che la qualità della dieta mediterranea è per l’Abruzzo e l’Italia un valore aggiunto. E – ha concluso -, nella tre giorni a Bruxelles dedicata all’agrifood sostenibile, abbiamo avuto la ennesima conferma visto che i nostri prodotti hanno destato l’interesse di importanti interlocutori internazionali, in continuità con quanto accaduto all’Expo di Dubai”.

All’incontro erano presenri la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, che fa parte anche della commissione Agricoltura, gli europarlamentari Marco Zanni, Paolo De Castro, ex presidente della commissione europea, e Giuseppe Ferrandino, poi, Elena Panichi, capo unità settore Agri B4 Agricoltura biologica, Elvira Grassi, responsabile PSR Dg Agri presso la commissione europea, Nicola Di Virgilio, esperto nazionale del Consiglio nazionale delle ricerche distaccato presso la Commissione europea, e Paolo Sabatini, direttore dell’istituto italiano di cultura in rappresentanza dell’ambasciata italiana. Per l’Abruzzo, tra gli altri, il capo del Dipartimento Agricoltura, Elena Sico, che è anche Autorità di gestione del PSR, e Carlo Maggitti, dirigente del Servizio Promozione delle filiere e biodiversità del dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo.

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