Economia

Turismo post Covid, gli hotel del futuro puntano su digitalizzazione (56%) e sostenibilità ambientale (44%)

Ricerche internazionali hanno evidenziato i punti focali su cui le strutture alberghiere si concentreranno per una ripresa del turismo post Covid: il 56% punterà sulla digitalizzazione, attraverso l’implementazione di Big Data e sistemi in Cloud, mentre il 44% darà spazio alla sostenibilità ambientale e a un impatto eco-friendly. Attenzione anche all’igiene e alla sanificazione, richiesta dal 74% dei clienti prima di effettuare una prenotazione

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio numerosi settori economici, ma il più colpito rimane quello del turismo che ha presentato un contraccolpo non indifferente sulle strutture ricettive. Da recenti dati Eurostat è infatti emerso come il numero di notti trascorse in hotel nei Paesi europei sia calato del 52% rispetto al pre pandemia, portando a ingenti perdite di denaro. Basti pensare che solo in Italia il turismo vale oltre il 13% del PIL nazionale e nell’ultimo anno si sono stimate perdite attorno ai 7 miliardi di euro. Nonostante l’estrema situazione di difficoltà, gli albergatori confidano nella campagna vaccinale e iniziano a prepararsi per un futuro post Covid, rivoluzionando il paradigma classico delle proprie strutture.

Si punta tutto sulla digitalizzazione: da una recente ricerca dell’American Hotel & Lodging Association, pubblicata sul New York Times, è emerso come il 56% delle strutture abbia intenzione di sfruttare i Big Data e i sistemi in cloud per rendere i procedimenti più smart. In questo modo gli albergatori possono gestire prenotazioni, politiche di cancellazioni e rimborsi senza mettere piede nella proprietà, totalmente da remoto. Anche la sostenibilità ambientale diventa un punto focale per il futuro: dalla medesima ricerca è emersa come il 44% delle strutture punta a iniziativa eco-friendly che vadano a ridurre l’inquinamento atmosferico, sodisfando le esigenze dei clienti, soprattutto i più giovani. Basti pensare, infatti, che il 62% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni ha ammesso di voler soggiornare in strutture che facciano della Green Policy uno dei propri moniti principali. A commentare questo trend del futuro post covid per quanto concerne il settore Hospitality ci ha pensato Andrea Montecchia, direttore dell’Hotel Sporting di Alba Adriatica: “L’unico modo per cercare di uscire da questa difficile situazione consiste nell’adeguarsi agli ultimi trend e la digitalizzazione è uno di questi. Per questo motivo, grazie al prezioso aiuto di Grempredictive, abbiamo implementato un sistema di big data volto a migliorare l’impatto ambientale della zona lavaggio e del servizio colazioni. Questo progetto di transizione 4.0 consentirà un miglioramento del decision making e favorirà la riduzione dei consumi di acqua, detersivi ed energia elettrice. Le stime di abbattimento dei consumi partiranno da un 15% e, tramite l’apprendimento connesso alla crescita dei big data, potranno arrivare anche al 30%.

Si tratta di un progetto pilota studiato appositamente per capirne i vantaggi e continuare con gli investimenti nella cucina lavanderia e nella catena del freddo”. Attenzione anche all’igiene e alla santificazione degli spazi in struttura. Una tematica che per via della pandemia è schizzata in cima agli interessi dei clienti: il 74% predilige hotel che possano garantire la massima pulizia, secondo quanto emerso da un recente sondaggio pubblicato sulla testata CBS. Anche in questo caso la digitalizzazione rappresenta un viatico fondamentale: proporre soluzioni hitech che possano combinare santificazione e comfort dei clienti rappresenta il punto principale per una risalita. Ma non è tutto, perché molte strutture hanno intenzione di riconvertirsi a spazi appositamente dedicati per lo smart working, aumento a dismisura in tempi di pandemia. Sono infatti aumentate del 45%, secondo una recente ricerca pubblicata su Fox News, le ricerche di strutture che potessero ospitare manager e lavoratori intenti a organizzare la propria giornata tipo tra mille impegni e riunioni. E l’hotel rimane la struttura del relax per antonomasia. L’importanza della digitalizzazione per la ripartenza deglihotel è un pensiero condiviso anche da Ercole Vagnozzi, professore di Business intelligence & customer relationship management presso l’università Alma Mater di Bologna fino al 2020 e capo economista di numerose startup: “I big data rappresentano il futuro e lo vediamo dal fatto che sono implementati in qualsiasi settore, anche nell’edilizia e soprattutto nel turismo. La creazione di big data attraverso sensori e monitoraggio in tempo reale permette, attraverso la predittività e l’intelligenza artificiale, di ottenere numerosi vantaggi. Si possono ad esempio integrare i dati interni e i big data di settore impiantistico e metereoligco, ottenendo benefici aziendali e ambientali”.

Ecco, infine, le cinque caratteristiche fondamentali per gli Hotel del futuro: attenzione alla digitalizzazione; sostenibilità ambientale e riduzione dell’inquinamento atmosferico; pulizia, igiene e sanificazione al top delle richieste; favorire il turn over degli operatori; riconvertirsi in strutture per lo smart working.

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