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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia

No Triv, appello ai parlamentari per superare i limiti della SEN

Il Coordinamento NO TRIV ha inviato un appello per superare i tanti limiti della Strategia Energetica Nazionale, si propone, tra le altre cose, l’immediata abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo e il taglio degli incentivi di cui godono le fonti fossili

A poco più due mesi dalla manifestazione di Pescara in cui 40.000 persone sfilarono per dire No ad Ombrina Mare e alla trasformazione dell’Abruzzo in distretto minerario, le associazioni e i comitati “green” ribadiscono le ragioni del No in un appello rivolto a tutti parlamentari.

Firmato da numerose associazioni, organizzazioni imprenditoriali, cittadini, indica  una non semplice “via parlamentare” per superare i tanti limiti della SEN e di alcuni decreti con cui il Governo Monti è intervenuto pesantemente sulle materie dell’energia e dell’ambiente come l’immediata abrogazione dell’art. 35 del Decreto Sviluppo e il taglio degli incentivi di cui godono le fonti fossili.

"L'appello - riassume il Wwf in una nota stampa -  segna i punti qualificanti di una scelta per un sistema di relazioni economiche e sociali diverso da quello che oggi ci viene proposto e imposto a suon di decreti in nome della “crescita”, del rilancio dei consumi e dell’occupazione. Si cerca di curare la crisi con le identiche politiche che hanno causato la crisi stessa e non si tengono in alcun conto scelte diverse che potrebbero, invece, offrire nuove prospettive al Paese e alla regione. L’agricoltura e il turismo green ad esempio, in un contesto generale di crisi, presentano indici già oggi significativamente positivi che non possono e non devono essere ignorati".

Per i No Triv la questione energetica va guardata come parte di un tutto, "invece - si legge ancora - i diritti e i beni comuni non sono merci e il mito della crescita infinita è ingannevole, illusorio e pericoloso. Con la SEN, che il Governo Letta intende addirittura peggiorare aprendo allo “shale gas”, si persevera nell’errore di sempre: si declamano le lodi della lotta agli sprechi energetici, si urla alla ricerca dell’efficienza energetica, ma alla fine si opta per la via più spiccia: recuperare petrolio e gas a manetta, laddove e possibile, pur di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi.

Dietro al nostro no alla Sen ci sono molti sì. Alla politica, e ai parlamentari abruzzesi in particolare, chiediamo di guardare al futuro con occhi nuovi e propositivi, isolando chi invece continua a parlare di crescita in una chiave vecchia, antieconomica e profondamente egoista".

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