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In Abruzzo nel 2015 quasi mille esercenti non rialzerannno la saracinesca

Secondo una stima di Confesercenti in Abruzzo sono 641 le imprese commerciali e 404 le attività turistiche fra alberghi e ristoranti che non rialzeranno la saracinesca

Il 2014 si è chiuso con un saldo negativo per il terziario abruzzese. Secondo una stima di Confesercenti, infatti, nel 2015 sono 641 le imprese commerciali e 404 le attività  turistiche fra alberghi e ristoranti che non rialzeranno la saracinesca. Un bilancio negativo solo parzialmente attenuato dalla crescita del commercio su aree pubbliche, che invece chiude l'anno con un saldo positivo di 103 unità.

A Chieti e provincia il saldo fra aperture e chiusure segnerà meno 160 unità, ma l'epicentro della crisi del commercio è nella provincia di Teramo con -204 unità,  -172 nella provincia dell'Aquila, e -106 nel Pescarese.

Sul fronte del commercio su aree pubbliche l'anno si è chiuso con un boom delle nuove aperture in provincia di Pescara, che segna un +161 attività a fronte di bilanci negativi in tutte le altre province:  -10 a Chieti, -19 all'Aquila e -29 a Teramo.

Nel turismo secondo le stime di Confesercenti, Chieti è la seconda provincia che ha mostrato i maggiori segni di cedimento: - 131 è il saldo fra aperture e chiusure, la situazione è più critica a Teramo con -142, -77 all'Aquila e -74 a Pescara. Cifre che indicano anche l'evaporazione di circa 1.750 posti di lavoro fra addetti e titolari.

"Bisogna partire da queste cifre nell'elaborazione delle strategie economiche del nuovo anno, perchè non c'è ripresa senza la forza del tessuto delle piccole imprese - spiega Daniele Erasmi, presidente regionale di Confesercenti -Queste stime infatti indicano che l'Abruzzo sta reagendo in maniera molto eterogenea alla crisi e che i territori che soffrono maggiormente sono quelli dove il tessuto produttivo di piccole imprese di produzione è stato smantellato. I commercianti - sottolinea - resistono perchè non c'è commercio senza ottimismo, e intravedono l'uscita dalla crisi".

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