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Carpentieri, Cna

Carpentieri, Cna

Quanto pesano le tasse: a Chieti le imprese cominciano a lavorare davvero solamente dopo il 10 agosto

Lo studio della Cna ha preso in considerazione 12 comuni regionali: tra tasse e balzelli vari gli imprenditori cominciano a lavorare per sé solo da agosto

Tra tasse e balzelli vari gli imprenditori di Chieti cominciano a lavorare per sé solo dal 10 agosto. E va peggio a Montesilvano, Sulmona e Roseto dove si inizia davvero dal 21 agosto festeggiando la liberazione dalle attenzioni del Fisco. Un socio speciale, che attraverso le sue molteplici espressioni ed articolazioni (statali, regionali e comunali) mette come suol dirsi le mani in tasca al contribuente.

A certificarne l’ormai insopportabile pressione per il sistema delle imprese è lo studio realizzato da Claudio Carpentieri, responsabile dell’area fiscale nazionale della Cna, che questa mattina a Roma ha presentato l’annuale rapporto “Comune che vai, tassa che trovi”. La complessa ricerca mette a confronto, comune per comune, il peso globale della tassazione (il cosiddetto total tax rate) applicata a una piccola impresa dai parametri standard - 431mila euro di ricavi; costo del personale per quattro operai e un impiegato fissato a quota 165mila euro; costo del venduto stimato a 160mila euro; costi ed ammortamenti vari per 56mila euro; reddito d’impresa da 50mila euro - stilando una speciale classifica che fissa per tutti e 137 i comuni censiti la data fatidica di “liberazione” dal fisco: il tax free day appunto, che quest’anno il 14 luglio ha incoronato Gorizia come la città più amica del mondo delle imprese.

Dodici i comuni abruzzesi inseriti nello studio: i quattro capoluoghi di provincia Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo e altri otto centri, ovvero i due più grandi per ciascun territorio Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto, Montesilvano, Spoltore, Roseto e Giulianova. La classifica che salta fuori tiene conto del complesso carrello della spesa che il Fisco sguinzaglia attraverso i suoi principali strumenti nazionale, regionali e locali: imposta municipale unica (meglio conosciuta come Imu), tributo per i servizi indivisibili (Tasi), imposta regionale sulle attività produttive (Irap), contributo Ivs, imposta sul reddito della persona fisica (Irpef e Iri), addizionale regionale e comunale Irpef. Un paniere di tasse, tributi e balzelli che finisce per decretare in modo oggettivo ed inesorabilmente il peso specifico del Fisco nei 137 comuni italiani censiti, la quota di reddito che resta in tasca all’azienda-campione una volta assolti i doveri fiscali, la data precisa della festa di liberazione dalle tasse per ciascuno di essi, che per la cronaca cade a livello nazionale l’11 agosto, con un peggioramento di un giorno rispetto al 2017.

La graduatoria regionale che salta fuori, modulata secondo un ordine di minor pressione fiscale, è questa: migliore performance per Spoltore (tax free day il 2 agosto; percentuale totale di pressione fiscale pari al 58,9%; reddito disponibile pari a 20.553 euro); L’Aquila (2 agosto; 58,9%; 20.525); Teramo (4 agosto; 59,5%; 20.263); Lanciano (5 agosto; 59,8%; 20.090); Avezzano (6 agosto; 60%; 20.012); Vasto (6 agosto; 60%; 20.010); Chieti (10 agosto; 61,1%; 19.432); Giulianova (14 agosto; 62,1%; 18.951); Pescara (15 agosto; 62,4%; 18.797); Montesilvano (21 agosto; 64%; 18.012); Sulmona (24 agosto; 64,8%; 17.597); Roseto (25 agosto; 65,3%; 17.351).

Considerazioni finali. Lavorare a Spoltore piuttosto che a Roseto (ovvero il comune meglio piazzato e quello messo peggio) significa – dal punto di vista del reddito – guadagnare ben 23 giorni e mettersi in tasca 3mila e 200 euro in più. In generale, tutti i comuni della nostra regione hanno perso posizioni rispetto a dodici mesi fa: soprattutto Lanciano (nel 2017 il suo tax free day era l’1 agosto, oggi il 5) e Roseto (dal 22 al 25 agosto). Ancora, tra 2011 e 2018 la variazione in negativo del reddito disponibile si è verificata in tutti i comuni (vertiginosa a Roseto con -2.139 e Pescara con -1.852 euro; ma altissima anche a Lanciano, con -1.231 euro, Avezzano con -1.012 euro, Chieti con -912, Giulianova con -1.145, Montesilvano con -1.063, Sulmona con -1.528) Con le uniche eccezioni virtuose di Vasto (90 euro in più), ma soprattutto di Teramo con 490 euro.

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