Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

Superbonus, Cna Costruzioni: "Le piccole imprese rischiano di chiudere, subito la proroga al 2023"

L'associazione di categoria chiede al governo chiede di estendere gli aiuti. Molte piccole imprese edili a rischio chiusura

"Troppe incertezze pendono ancora sul futuro del Superbonus, la cui proroga almeno a giugno del 2023 va decisa ora". A chiederlo a "governo, parlamento e forze politiche" è Cna Costruzioni Abruzzo che vuole chiarezza sulla durata degli incentivi collegati "a una straordinaria misura di rilancio del settore, occasione più unica che rara per riqualificare sul piano energetico, e mettere in sicurezza dal punto di vista sismico, una fetta molto grande del patrimonio edilizio italiano".

Mentre le imprese si organizzano per fare fronte alla gestione di una domanda ampissima, i dati dicono che in una regione come l’Abruzzo molte piccole imprese edili chiudono bottega. 

"Proprio ieri (2 maggio ndr) uno schieramento vastissimo con al suo interno ben diciotto sigle d’impresa, ordini professionali, sindacati dei lavoratori e associazioni ambientaliste – dice il neo coordinatore regionale di Cna Costruzioni Abruzzo, Silvio Calice – ha manifestato la sua delusione per il mancato inserimento della proroga all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza appena approvato dal Parlamento. Rivolgendo nello stesso tempo un appello alle forze politiche affinché la proroga della misura almeno a tutto il 2023 non sia rinviata alla prossima legge di bilancio, che si discuterà non prima di dicembre. Un arco di tempo troppo lungo, che rischia di gettare nell’incertezza imprese e cittadini, mentre in Italia sono già migliaia i cantieri avviati. Oltretutto, solo per parlare della nostra sigla associativa, in Abruzzo, per far fronte ai grandi problemi posti dalla gestione del Superbonus abbiamo dato vita a quattro consorzi, stipulato convenzioni con il sistema bancario, stretto accordi con grandi soggetti nazionali nel campo dell’energia. Ma senza tempi certi si rischia di lasciare a metà il lavoro intrapreso, deludendo le attese dei cittadini".

Sullo sfondo, a gettare timori sul futuro del settore, ci sono anche i dati diffusi nei giorni scorsi sulla mortalità delle micro imprese del settore: tra gennaio e marzo di quest’anno, infatti, il comparto edile ha perso per strada in Abruzzo qualcosa come 96 imprese artigiane, 29 delle quali all’Aquila, 25 a Chieti, 23 a Teramo e 19 a Pescara.

"Nelle scorse settimane avevamo prospettato al presidente regionale dell’Anci Abruzzo la necessità di istituire nei comuni sportelli dedicati alla misura, con l’adozione di strumenti urbanistici semplificati, in grado di evitare che occorrano settimane per mettere a punto le procedure presentate da imprese e condomini» ricorda il presidente Aurelio Malvone. "Adesso – prosegue - una opportunità, almeno nei grandi comuni, potrebbe essere l’impiego dei super specialisti ingaggiati dalla pubblica amministrazione per la gestione del Pnrr proprio sul fronte del Superbonus, pietra miliare dell’invocata transizione ecologica: in Abruzzo saranno oltre 200".

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