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Vertenza Stellantis, la Fiom chiede di mantenere intatta la produzione in Val di Sangro

Ieri l'incontro al Ministero delle imprese e del made in Italy. Per il sindacato "è cruciale specificare che l'obiettivo da raggiungere è di 1 milione di autovetture e non meno di 300.000 veicoli commerciali leggeri"

Sulla vertenza Stellantis la Fiom Cgil Chieti ha posto al centro dell'agenda dei lavori la necessità di promuovere investimenti pubblici mirati a sostenere il lavoro, la ricerca, lo sviluppo e la produzione nel settore automobilistico ieri nell'incontro che si è svolto al Ministero delle imprese e del made in Italy. Il sindacato si è detto"favorevole a un accordo, anche con risorse pubbliche, ma sottolinea che queste devono essere condizionate alla garanzia di occupazione, produzione, ricerca e sviluppo da parte di Stellantis".
"La disponibilità dichiarata, oggi al Mimit, da Stellantis di arrivare a produrre 1 milione di veicoli in Italia è un passo positivo, ma per la Fiom è cruciale specificare che l'obiettivo da raggiungere è di 1 milione di autovetture e non meno di 300.000 veicoli commerciali leggeri. Nonostante l'annuncio di questo obirttivo, Fiom rimane cauta poiché la risposta cruciale su investimenti o disinvestimenti non è stata ancora fornita. Attualmente, tutti i lavoratori degli stabilimenti sono in cassa integrazione, ad eccezione della ex Sevel, in Abruzzo, e Termoli in Molise” sottolinea il segretario Alfredo Fegatelli.
 
“Per quanto riguarda la ex Sevel in Val di Sangro – prosegue il sindacato - sembra che la Regione sia propensa a cofinanziare l'area della Verniciatura Nuova. Tuttavia, sorge la preoccupazione che l'area della Verniciatura Vecchia sembra sia destinata a una chiusura, riducendo la capacità di verniciatura dell'intero stabilimento. Infatti, anche con gli investimenti, la Verniciatura Nuova potrebbe verniciare circa 990 furgoni al giorno rispetto ai 1260 furgoni prodotti al giorno. Questo finanziamento, se confermato, deve rappresentare il primo passo per garantire il mantenimento della produzione della ex Sevel. Inoltre, deve costituire l'inizio di un percorso che preveda anche strumenti finanziari volti a sostenere anche l'indotto”.
 
La Fiom ritiene fondamentale “convocare urgentemente un tavolo unitario presso la Regione Abruzzo per affrontare congiuntamente il futuro del più importante stabilimento della regione e dell’intero indotto”.
 

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