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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Economia Atessa

Alla Stellantis di Atessa altra cassa integrazione per 800 lavoratori

La direzione aziendale ha comunicato altre due settimane di cassa integrazione dall'8 al 21 luglio 2024 per il calo della domanda di furgoni cabinati. Fiom: "Atessa inizia a subire la concorrenza di altri stabilimenti"

Altre due settimane di cassa integrazione parziale sono in arrivo alla ex Sevel di Atessa. Riguarderà il periodo dall'8 al 21 luglio 2024 compresi, con un aumento del numero di lavoratori coinvolti che passeranno da 600 a 800 massimo (770 operai e 30 impiegati).

La direazione aziendale di Stellantis lo ha comunicato alla fine della riunione richiesta dalle organizzazioni sindacali di Fim e Uilm per approfondire le ragioni che hanno indotto l'azienda a richiedere la cassa integrazione ordinaria, dal 24 giugno al 7 luglio 2024, per il perdurare del calo della richiesta dei veicoli cabinati.

L'azienda ha confermato che la causa è il calo della domanda di furgoni cabinati destinati alla camperistica e di furgoni a passo corto. Il reparto Ckd, che spedisce componenti per il Messico, non sarà toccato grazie ai volumi in aumento in America.

“Come Fiom siamo preoccupati perché riteniamo che non possa essere solo un problema di mercato - dice il segretario generale Alfredo Fegatelli - In America i volumi dei veicoli commerciali leggeri crescono, così come in Polonia e nel Regno Unito, dove le vendite sono in aumento e la produzione di veicoli commerciali leggeri elettrici è attiva nello stabilimento di Ellesmere Port. Inoltre, a Luton verrà realizzato un nuovo stabilimento nel 2025. La nostra preoccupazione è che lo stabilimento di Atessa stia perdendo la centralità nella produzione di veicoli commerciali leggeri all'interno di Stellantis, iniziando a subire la concorrenza degli altri stabilimenti del gruppo”.

“Ovviamente, tutto questo non colpisce solo i lavoratori della ex Sevel, ma sta creando problemi anche ai lavoratori dell’indotto – continua la Fiom - C'è bisogno di un patto unitario tra tutte le organizzazioni sindacali, mettendo da parte le divisioni contrattuali, per aprire un percorso che porti a un piano industriale concreto, corredato di adeguati finanziamenti, che ci permetta di competere nel mercato con nuove tecnologie”.

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