Martedì, 18 Maggio 2021
Economia

Stato di agitazione alla Ops, mentre la Regione lascia nel limbo più di mille lavoratori

I sindacati tornano a sollecitare l'ente, che dovrebbe prendere in carico le competenze che erano della Provincia. Quest'ultima ha già inviato diffida formale per i ritardi

Stato di agitazione, alla Ops spa di Chieti, dove i sindacati chiedono al prefetto di attivare, con urgenza, un tavolo istituzionale, visto che la Regione rimane sorda a qualunque richiesta di incontro sulla vertenza. La richiesta non è la prima, eppure, oggi, la situazione dell'azienda provinciale, che dovrebbe passare sotto la competenza della Regione, resta difficile. 

L'ennesima denuncia arriva da Dorato Di Camillo (Fim Cisl), Andrea De Lutis (Fiom Cgil) e Leonardo Di Gregorio (Ugl), che denunciano i ritardi della Regione, inadempiente da 11 mesi, che "continua a far finta di nulla non avviando l' iter per il subentro nelle quote dell' azienda non rispettando così il decreto che lo stesso governo in carica oggi ha scritto". 

Così, la Ops è in una situazione di limbo e rischia di "perdere la funzione di certificazione che è fortemente legata sia alla sicurezza dei cittadini rispetto al verificarsi di possibili incidenti determinati dalla mancata ispezione degli impianti, sia al monitoraggio dell’efficienza energetica atta a controllare l’inquinamento atmosferico".

La Regione, il 4 marzo 2016, ha approvato, con la delibera di giunta numero 144, il transito delle funzioni in materia di energia, comprese quelle di controllo degli impianti termici attraverso il subentro nelle società Ops spa e Alesa srl. Con l'approvazione dell'accordo, queste funzioni sono diventate di esclusiva competenza regionale dal 1° aprile ed entro tre mesi al massimo, l'ente avrebbe dovuto terminare la transizione. Tuttavia, questo non è accaduto. 

Nelle scorse settimane anche la Provincia di Chieti ha inviato formale diffida nei confronti della Regione Abruzzo, per invitarla ad ottemperare ai propri obblighi. "Questa situazione incerta - denunciano i sindacati - causa confusione e molta preoccupazione riguardo all’occupazione delle società coinvolte e all’intero territorio regionale per le molteplici strutture di manutenzione che operano nel settore. Sono a rischio la sicurezza dei cittadini e i livelli occupazionali anche delle aziende che si occupano della manutenzione ordinaria: circa 1.000 posti di lavoro e circa 500 aziende, non dimenticando i 35 posti del personale di Ops e Alesa. 

 

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