Economia Chieti Scalo / Via Erasmo Piaggio

Sixty, domani protesta della Cgil per la visita della delegazione cinese

Il segretario provinciale Giuseppe Rucci spiega che il sindacato "è favorevole a partner cinesi che vengano a salvare l'azienda, ma non accetta che portino via le competenza". I vertici dell'azienda ribattono: "Solo partner commerciali"

I vertici della Sixty rassicurano: in visita alla sede di Chieti Scalo, domani 17 gennaio, non ci sarà una delegazione intenzionata ad acquistare l’azienda. Si tratta, piuttosto, di partner cinesi che si occupano di distribuire i prodotti a marchio Sixty nel mercato asiatico. Una visita di routine, come già avvenuto in passato con altre delegazioni straniere.

Ma i dipendenti non ci stanno e per domani, a partire dalle 8.30, la Filctem Cgil ha organizzato davanti all’azienda una manifestazione di protesta chiamata “Welcome to you and goodbye to us”. Secondo il sindacato la visita della delegazione cinese è “l’ennesima scorrettezza dell’azienda nei confronti dei lavoratori, delle loro famiglie, delle istituzioni e del territorio che tanto hanno dato sempre a questa proprietà”. Per la Cgil l’incontro di domani è la dimostrazione che ci saranno i circa 300 esuberi temuti.

L’azienda non smentisce, anzi conferma la riduzione di personale, anche se l’entità si saprà soltanto fra qualche settimana, quando sarà presentato il nuovo piano industriale. Ma, secondo i vertici della Sixty, i tagli al personale sono determinati dalla riduzione del fatturato, che si è dimezzato, e dal cambiamento delle competenze nella sede teatina, dove dovrebbe restare soltanto il cuore creativo, spostando “le braccia” altrove.

Ma la Cgil non ci sta  e promette di non accettare passivamente le intenzioni di un azienda che, spiega il segretario provinciale Giuseppe Rucci, “si sta disimpegnando dal territorio nel silenzio delle istituzioni e senza dare nessuna risposta”. Rucci spiega che in passato i dipendenti hanno accettato molti sacrifici per salvare il proprio posto di lavoro. “Sacrifici che però non sono bastati”, puntualizza.

Quanto alla delegazione cinese, il segretario spiega: “Noi siamo favorevoli alla loro visita, se è funzionale ad un salvataggio della Sixty e dei posti di lavoro. Diciamo no se vengono a prendersi le competenze per portarle altrove determinando gli esuberi”. E invita lavoratori, cittadini e rappresentanti delle istituzioni a presentarsi domani davanti alla sede dell’azienda per difendere l’occupazione e il territorio.

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