Economia

Sixty, la Cgil invoca un intervento della politica: l'obiettivo è salvare tutti i posti

Il sindacato chiede risposta alla politica sulla vertenza che da più di un anno tiene in sospeso le sorti di 370 posti di lavoro, che la Cgil vuole salvare tutti. Il 28 gennaio nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico

Non far calare l’attenzione della politica sulla vertenza Sixty, di cui si scriverà un altro capitolo il prossimo 28 gennaio al ministero dello Sviluppo economico. È quanto chiede la Filctem Cgil, che stamani (mercoledì 23 gennaio) ha convocato i giornalisti per non spegnere i riflettori sulla battaglia dei lavoratori dell’azienda tessile.

Il segretario provinciale, Giuseppe Rucci, continua a ribadire il secco no del sindacato al piano industriale presentato dall’azienda. La Cgil non intende accettare soluzioni che non salvino tutti i 370 posti di lavoro dello stabilimento di via Piaggio. Se la Sixty venisse smantellata dalla zona industriale, ne risentirebbe anche l’indotto, già duramente provato dalla chiusura di altre importanti aziende che per anni hanno animato la zona.

La Filctem Cgil cerca da tempo di avere risposte dalla politica. Risposte che sono arrivate in parte nei mesi scorsi. Al momento, però, la politica tace e i lavoratori si sentono abbandonati, al punto che il sindacato invoca un intervento chiaro delle amministrazioni locali e regionale. “Devono dirci cosa pensano di questa vertenza – spiega Rucci – e se hanno intenzione di far restare l’azienda a Chieti”.

Altro nodo delicato è la cassa integrazione straordinaria, che scade a marzo prossimo. Un altro anno di cassa integrazione straordinaria potrebbe essere attivata nel momento in cui ci fosse l’omologa del concordato presentato, su cui però i sindacati al momento non hanno nessuna garanzia. 

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