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Sinistra Italiana su Sevel: "Si avvii un'indagine sulle condizioni di lavoro dei dipendenti"

La Federazione Provinciale preoccupata per le condizioni di lavoro all'interno degli stabilimenti di Atessa chiede l'intervento della politica: "L'organizzazione del lavoro adottata - sostiene - lede la salute dei lavoratori"

Dopo gli ultimi episodi alla Sevel finiti sulle pagine dei giornali, con un operaio a cui sarebbe stato negato l’utilizzo della toilette e un altro svenuto mentre si invitava a non interrompere il ciclo di produzione (in quest'ultimo caso l'azienda ha precisato che i soccorsi sono stati tempestivi), la Federazione Provinciale di Chieti di Sinistra Italiana esprime preoccupazione per le condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti di Atessa sostenendo che “l’organizzazione del lavoro adottata lede la salute dei lavoratori”.

“Critichiamo il metodo di gestione della fabbrica da parte della direzione Sevel  e riteniamo che la persona venga sempre prima della produttività e del profitto, mentre i lavoratori Sevel stanno subendo pressioni e carichi di lavoro al limite della sopportazione umana – sottolinea  Marisa D'Alfonso, coordinatrice provinciale Sinistra Italiana Chieti - Riteniamo che la politica lavorativa della Sevel non percepisca nel lavoratore un valore, ma lo consideri solo come un costo, abbattendo anche i suoi diritti e le sue tutele. La mancanza di una seria politica industriale nel paese da parte dei governi che si sono succeduti ha consentito a Marchionne di poter disporre come gli pare dei lavoratori in nome del profitto”.

Sinistra Italiana chiede dunque alla politica di occuparsi delle condizioni dei lavoratori e che si avvii un'indagine conoscitiva sulle condizioni di lavoro dei dipendenti di Sevel, “troppo spesso vittime di infortuni sul lavoro e di malattie professionali. Sinistra Italiana si farà carico di sollecitare le istituzioni e di essere al fianco dei lavoratori nelle battaglie che essi continueranno a portare avanti per contestare il ricorso a lavoro straordinario nelle giornate del sabato e l’utilizzo di lavoratori in somministrazione in modo sistematico”.
 

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