#siamoaterra i commercianti di Chieti e provincia scendono in piazza vestiti a lutto

La manifestazione nazionale si terrà mercoledì in piazza Rossetti a Vasto per ricordare, in contemporanea nelle maggiori città italiane, il valore economico e sociale dell’intero settore

Un manifestazione nazionale per ricordare, in contemporanea, il valore economico e sociale del settore del commercio in un momento delicato vissuto dalla categoria, specie alla luce dell’ultimo Dpcm firmato dal Governo nazionale per contrastare la pandemia sanitaria del Covid.

L’evento è in programma mercoledì  28 ottobre alle 11,30 in piazza Rossetti a Vasto: la Federazione italiana dei pubblici esercizi (Fipe) Confcommercio della provincia di Chieti guiderà una manifestazione pacifica e silenziosa con i manifestanti vestiti di nero. Il sit-in si svolgerà in forma statica e in modalità contingentata per rispettare le normative anti Covid.

“Non possiamo pensare di vincere una crisi sanitaria e trovarci a dover perdere la sfida economica. Le nostre attività- sottolineano i rappresentanti di Fipe Confcommercio- stavano lentamente cercando di trovare una non facile convivenza con questa pandemia e ora questo Dpcm la rende ancora più complicata. Comprendiamo le esigenze di frenare la seconda ondata perché la salute è un bene primario, ma queste decisioni vanno a colpire nuovamente chi ha già subito danni incalcolabili rientrati solo in minima parte, vista la riduzione dei tavoli e l’investimento per l’acquisto dei dispositivi di protezione. Il danno economico si riverbera anche sui negozi di vicinato rimasti aperti che vedranno strade buie e deserte”.

Dello stesso avviso Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti: “Purtroppo il piatto piange e la musica è finita. Alla preoccupazione condivisa con i presidenti  dei consorzi commerciali  “Vasto in centro” e “Vivere Vasto Marina” presieduti, rispettivamente, da Marco Corvino e Piergiorgio Molino, si aggiunge quella per il commercio. Ormai l’immagine è quella di un Paese in totale confusione e in continuo contrasto politico - spiega Tiberio - che scarica i problemi sulle parti sociali più deboli, sulle piccole imprese e sui lavoratori, complicati da esperti che si contraddicono dicendo tutto e il contrario di tutto. Intanto gli operatori aspettano il ristoro direttamente sul conto corrente”.

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