Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia Atessa

Sevel, la Usb denuncia rappresaglie dopo lo sciopero di dicembre

Per l'Unione sindacale di base i lavoratori che hanno incrociato le braccia il 14 del mese scorso sarebbero sottoposti a cambi repentini di turno e officina, che per il sindacato sarebbe una ritorsione contro lo sciopero

Cambiamenti repentini di turnazione o di luogo di lavoro, che costituirebbero “una rappresaglia antisindacale e discriminatoria” nei confronti degli operai che hanno partecipato allo sciopero indetto dalla Unione sindacale di base lo scorso 14 dicembre. È quanto accade alla Sevel di Atessa secondo la denuncia della stessa organizzazione sindacale.

Dieci giorni prima di Natale centinaia di lavoratori dello stabilimento hanno incrociato le braccia per protestare contro la collocazione di operai non idonei o con ridotte capacità fisiche in postazioni incompatibili; contro l’introduzione di nuove saturazione, contro l’aumento dei ritmi produttivi e dei carichi di lavoro; contro la produzione in straordinario nelle notte di sabato e domenica del mese di novembre nonostante il periodo di cassa integrazione ordinaria stabilito fra la fine del mese di ottobre e l’inizio di quello successivo.

Da allora, secondo l’Usb, l’azienda avrebbe iniziato a cambiare repentinamente turno o officina ai dipendenti che hanno aderito allo sciopero. Una situazione che per la sigla sindacale sarebbe una ritorsione, che crea forti disagi ai lavoratori, soprattutto alle coppie di coniugi che devono organizzare l’assistenza dei propri figli.

“È evidente – scrive l’Usb in una nota - l’obiettivo di mettere a tacere il dissenso crescente, già avviato con l’introduzione a partire da gennaio 2012 del Contratto collettivo specifico di primo livello Fiat che non garantisce i salari europei promessi e riduce l’agibilità sindacale per le organizzazioni sindacali non firmatarie”. Fra queste compaiono la stessa Usb, la Fiom e Failms.

Per questo la Usb ha avviato iniziative con i propri legali che tentano di ripristinare “i diritti negati contenuti nello Statuto del lavoratori e nelle norme legislative che tutelano le lavoratrici ed i lavoratori”.

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