Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia Atessa

La Sevel riparte dopo lo stop, sindacati preoccupati: "A pagare sono sempre i più deboli"

Riparte lo stabilimento dopo la lunga chiusura per la mancanza di componenti informatici. Stellantis ha deciso di rivedere i turni, lasciando a casa 300 lavoratori somministrati

Riparte stasera la produzione alla Sevel di Atessa, dopo lo stop per la mancanza di componenti informatici. Ma preoccupano in questi giorni le condizioni dello stabilimento più grande d'Europa che produce i furgoni Ducato dopo che Stellantis ha annunciato che non confermerà 300 lavoratori interinali.

Preoccupazione e sdegno anche da parte dei sindacati che lanciano un grido di allarme per quelle lavoratrici e quei lavoratori dei circa 730 attualmente occupati, che dal primo di ottobre non rimarranno senza lavoro.

"A pagare sono sempre i più deboli - dicono NiDil-Cgil, Felsa-Cisl e UilTemp-Uil - . Ci troviamo di nuovo di fronte alla ormai consueta modalità per la quale questa categoria di lavoratrici e lavoratori viene messa 'alla porta' senza preavviso e soprattutto con estrema facilità, nonostante abbiano contratti e missioni a tempo indeterminato e nonostante siano quella parte operativa che produce e copre esigenze, delle aziende utilizzatrici, senza risparmiarsi anche a discapito della conciliazione dei tempi vita lavorativa – vita personale”.

Lavoratori che, come ricordano i sindacati, nella maggior parte sono stati contrattualizzati come staff leasing attraverso accordi di secondo livello tra Apl e OOSS di settore appena un anno fa, dopo anni di contratti a tempo determinato. 

Stellantis, stando a quanto appreso attraverso la stampa, ha tenuto a precisare che “la conclusione di una parte dei contratti di somministrazione rientra nelle normali attività di gestione della forza lavoro del gruppo in tutti gli stabilimenti europei nell’ambito di questi momenti di instabilità”.

"Di fronte ad una simile presa di posizione - riprendono i segretari  NiDil-Cgil, Felsa-Cisl e UilTemp-Uil - facciamo notare innanzitutto che il sistema della somministrazione contempla la possibilità di fare ricorso agli ammortizzatori sociali previsti proprio per far fronte a situazioni contingenti. Le scelte messe in campo da Stellantis stanno vanificando gli sforzi e l’impegno profuso da operatrici ed operatori e creando perdite in un settore che utilizza fondi auto-prodotti dalla somministrazione stessa.

Non si vuole certo negare questo momento di instabilità che il settore dell'automotive sta vivendo a livello mondiale, ma riteniamo importante non sottovalutare che le scelte industriali di una azienda come Sevel avranno una ricaduta pesante sulle aziende dell’indotto. Se vogliamo focalizzarci sul solo settore somministrazione nella Val Di Sangro, parliamo di circa 1,000 lavoratrici e lavoratori impegnati nelle aziende che producono componenti per Sevel: il collasso o la riduzione di una, porterebbe conseguenze disastrose su tutte le altre".

Nidil, Felsa e Uiltemp chiedono alla  politica e alle istituzioni regionali e nazionali, di aprire un tavolo di crisi partendo proprio dai somministrati della Val di Sangro che stanno perdendo in questi giorni la speranza di conservare il loro posto di lavoro, per trovare insieme alle organizzazioni sindacali soluzioni alternative quali percorsi di ricollocazione certi.

Ieri sera intanto, dopo una riunione al municipio di Atessa, 52 sindaci del comprensorio Frentano e della Val di Sangro hanno deciso di chiedere un incontro anche con Stellantis. 
  

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Sevel riparte dopo lo stop, sindacati preoccupati: "A pagare sono sempre i più deboli"

ChietiToday è in caricamento