Venerdì, 22 Ottobre 2021
Economia Atessa

Sevel di Atessa, Manzi (Uilm): "Una crisi che crea impoverimento economico e sociale del territorio"

Allarme del sindacato all'indomani della lunga fermata produttiva

"La crisi nell'approvvigionamento dei semiconduttori sta solo anticipando ciò che si vivrà in Sevel, ad Atessa,  tra qualche mese, con l'avvio dello stabilimento polacco di Gliwice. A rischio ci sono posti di lavoro e produzioni che saranno delocalizzati altrove, via dalla Val di Sangro".

È quanto afferma all'Adkronos il segretario Uilm di Chieti-Pescara, Nicola Manzi, all'indomani "della lunga fermata produttiva, quasi senza precedenti, nello stabilimento del Ducato".

"Siamo seriamente preoccupati per il futuro produttivo e occupazionale in Abruzzo - prosegue Manzi - dal momento che stiamo vivendo una momentanea crisi dovuta alla mancanza della componentistica, che sta mettendo in ginocchio il settore automotive mondiale. Ma quello che preoccupa di più è senza dubbio la potenziale concorrenza che arriverà dal sito polacco, che dal 2022 inizierà a realizzare il Ducato, una spina nel fianco per Sevel, che perderà il suo monopolio, visto che era l'unico stabilimento europeo per la produzione di veicoli commerciali leggeri".

Il sindacalista fa presente che "oggi sappiamo che il potenziale produttivo di Sevel è di 300mila furgoni, così come è ormai noto che inizialmente in Polonia saranno prodotti circa 50mila mezzi per poi arrivare a 100mila pezzi l'anno. Stellantis toglie a Sevel ciò che può produrre, a minor costi e migliori condizioni economiche, altrove. È la fine di un'era. È urgente che le organizzazioni sindacali, unitariamente, chiedano all'azienda garanzie e chiarimenti per evitare l'apertura di una crisi che potrebbe portare a un impoverimento economico e sociale del territorio". 

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