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Sciopero alla Dayco: 600 posti di lavoro sono a rischio

L'azienda ha comunicato ai sindacati che alcuni lavoratori poterebbero essere spostati nello stabilimento di Colonnella. Ma, ad oggi, non c'è certezza sulla permanenza delle due sedi in Abruzzo

L'ultima protesta alla Dayco risale a oltre un anno fa, quando furono sospesi dal lavoro sei rappresentanti sindacali, dopo alcune dichiarazioni sulla stampa. L'emergenza rientrò, i sei furono riammessi al lavoro e, qualche mese fa, le sanzioni sono state anche annullate dal giudice del lavoro. Ora, però, alla Dayco è riscoppiata la protesta. Perché 600 posti di lavoro, tra gli stabilimenti di Chieti Scalo e Manoppello, sono a rischio. 

L'azienda che produce cinghie di trasmissione per autoveicoli si è già fermata ieri (mercoledì 31 maggio) e i lavoratori incronceranno nuovamente le braccia sabato (3 giugno). Al momento, il timore è che l'azienda possa ridimensionare i posti di lavoro e addirittura sarebbe a rischio la stessa permanenza degli stabilimenti in Abruzzo. 

Già da tempo, secondo quanto lamenta il coordinatore regionale della Filctem Cgil Carlo Petaccia, l'azienda non starebbe investendo in maniera appropriata. A questo si aggiunge il fatto che "la Dayco ha già rinunciato a sei figure apicali, attuando una logica imprenditoriale prettamente finanziaria, senza dare un domani certo ai siti, in primis quelli abruzzesi". In più, c'è nell'aria l'idea di portare i giorni lavorativi da sei a cinque, cancellando di fatto un turno di lavoro.

La protesta è esplosa dopo che l'azienda ha convocato le Rsu e i rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl, Stefano Di Crescenzo e Uiltec, Giovanni Cordesco, per comunicare alcuni spostamenti, paventando anche di dover arrivare a Colonnella (Teramo). Ma, ad oggi, nonostante le richiesta dei sindacati, non si conoscono le intenzioni dell'azienda. E questo, lamentano i sindacati, nonostante l'11 maggio sia stato firmato un verbale in Regione, in cui la Dayco garantiva che non ci sarebbero stati esuberi. 

Pochi giorni fa, dopo aver ricevuto la lettera di trasferimento, un lavoratore ha avuto un malore.

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