Economia

La Sevel recupera nel weekend il blocco per la neve: sciopero di otto ore

La protesta indetta dalla Fiom, che continua a chiedere un tavolo di discussione e rivendica il diritto al riposo nel fine settimana, dopo un provvedimento di sospensione esagerato per pochi centimetri di neve

La neve caduta nei giorni scorsi ha fermato anche la Sevel di Atessa, soprattutto a causa del blocco dei mezzi pesanti in autostrada, durato un giorno e mezzo. 

E ora, l’azienda chiede ai lavoratori di recuperare il fermo produttivo determinato dal maltempo nelle giornate di sabato e domenica. Una richiesta che ha scatenato le ire della Fiom Cgil: “Ad ogni inconveniente, ad ogni piccolo inciampo produttivo, i lavoratori devono rispondere con nuovi sacrifici”, dice il segretario generale Davide Labbrozzi. Così, il sindacato ha proclamato uno sciopero di otto ore, proprio nei giorni di recupero, domani e domenica. 

La nevicata che lunedì e martedì ha interessato tutta la regione Abruzzo era stata prevista da qualche giorno, ma con esiti di gran lunga peggiori. “Non possiamo accettare - prosegue Labbrozzi - che per qualche millimetro di neve si fermi il sistema, non possiamo sopportare che per un insignificante evento meteorologico ci si ritrovi a casa con l’obbligo a dover poi recuperare al sabato ed alla domenica”. 

“Alle istituzioni chiediamo maggiore impegno per la gestione e non per il fermo preventivo dei mezzi pesanti - precisa - alla Sevel, invece, chiediamo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che in questo caso avrebbero permesso alle persone di non dover recuperare una giornata di fermo, blocco determinato dalle inefficienze del sistema”. 

“Troviamo assurdo pretendere un impegno straordinario nel momento in cui tante persone saranno impegnate ai seggi elettorali. Infatti - spiega il segretario generale Fiom - sabato e domenica, avremo tante lavoratrici e tanti lavoratori con l’impegno già assunto a partecipare alle attività elettorali. Da parte nostra sussiste l’impossibilità ad eseguire contestualmente, nella stessa giornata, i due momenti, entrambi lavorativi. Inoltre, insistiamo nel ribadire che i fermi produttivi non debbono scatenare richieste di ulteriori sacrifici che, ancora una volta, chi lavora in Sevel, dovrebbe prestare. I fermi produttivi vanno gestiti diversamente, chi lavora in Sevel ha già dato: pause ridotte, carichi lavorativi aumentati, salari contenuti, straordinari divenuti lavoro abituale”.

La Fiom chiede all’azienda l’apertura di un tavolo di discussione, tramite il quale si possano gestire le decisioni come questa.  

Inoltre ancora, alla Sevel chiediamo di aprire un tavolo di discussione per predisporre meccanismi naturali per la gestione di qualsivoglia evento, non accettiamo la logica delle comunicazioni. La Fiom da oltre un secolo contratta, discute, si confronta con atteggiamento costruttivo, le informative non fanno parte della storia sindacale di questo nostro Paese. 

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